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Emicirco

emicircoDemocrazia dal basso.

Accontentandosi si perde sempre. Ed è per questo che l’indignazione scivola nella rete, preoccupantemente solo in rete.

La rivalsa sociale sta solo nei quiz televisivi? Renzo Arbore lo diceva già secoli fa.

I parlamentari sono più uguali degli altri, le loro case non possono essere perquisite alla ricerca di abusi edilizi (link).

La Gelmini propone una grande struttura di ricerca italiana, a cui fare riferimento, per attirare “cervelli” anche dall’estero (link). Peccato che esista già, si chiama CNR (ne esistono anche altri), e riceve da anni tagli sostanziali. Diteglielo.

Per motivare la rinascita culturale, Berlusconi vuol portare a Palazzo Chigi 4 statue romane dal Museo delle Terme di Diocleziano attualmente non esposte per mancanza di fondi. Ovviamente la cultura italiana va esposta a Palazzo Chigi, o alla Maddalena dove verranno esposti i Bronzi di Riace per il G8 (link), dove solo Napoleone può vederle. Grazie! (link)

A Trieste Fini afferma che “Non esiste un diritto a drogarsi e drogarsi e’ un illecito per i danni alla persona e alla societa”.  La libertà di una persona finisce dove comincia quella degli altri. Non esistono leggi che mi vietano di alcoolizzarmi fino a spappolarmi il fegato, fumare fino a farmi venire il cancro o suicidarmi in casa mia o dove non arreco disturbo agli altri. Drogarmi si. Perchè? (link 1 e 2)

Per fortuna ci pensa il “vice-disastro”, come lo chiamano i giornali, Franceschini.

stasera Franceschini ha chiamato i principali dirigenti del partito – da D’Alema a Marini, da Fassino a Parisi – per il primo ‘brain storming‘ […] sulla strategia elettorale.

ANSA (link)

Brain Storming in questo caso si traduce con “tempesta NEI cervelli“. Una tavola rotonda, un pout-pourri di grandissime teste coronate. Un poker vincente. Una mano di “denari” con “coppe” a briscola.

Rivoluzione o Risorgimento?

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi
Perché non siam Popolo
Perché siam divisi

Goffredo Mameli

E’ interessante capire chi ci calpesta.

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Quando ti fumano i testicoli

david_von_michelangelo-copySe vi dicessi che la marijuana fa venire il cancro ai testicoli?

Uno studio recente del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle ha dimostrato che l’uso, anche sporadico, della cannabis aumenta le probabilità che il soggetto possa avere un tumore ai testicoli.

Rigorosi studi rilevano che c’è il 70% di pericolo in più di avere il tumore.

Addirittura il 100% se sei un assiduo “drogato”, come riportano “ItaliaSalute” ed ilSole24Ore.

Varrà anche per il fumo passivo? Gli hanno mai detto che gli spinelli si fanno pure, e in gran parte, col tabacco che è Monopolio di Stato? Mah…

Sta di fatto che mi incuriosisco e cerco l’istituto e la sua pubblicazione. Ovviamente in inglese, ma traducendo si scopre che

Study participants were also asked about other habits that may be correlated with marijuana use, including smoking and alcohol consumption. Even after statistically controlling for these lifestyle factors, as well as other risk factors, such as first-degree family history of testicular cancer and a history of undescended testes, marijuana use emerged as a significant, independent risk factor for testicular cancer.

Ai partecipanti allo studio sono state fatte domande sulle loro abitudini che possono essere correlate all’uso di marijuana, incluso se fumano e bevono […]  l’uso di marijuana emerge come un significante ed indipendente fattore di rischio per il cancro ai testicoli.

Gli hanno chiesto. Decisamente un metodo scientifico.

Quel che più stupisce è che se ne sono accorti pure quelli di ADNKronos, ma non si sono posti la domanda!

Generalizzano e pubblicano. Grande metodo: lo usa pure Maroni con i romeni, quindi deve funzionare.

Un’altra osservazione interessante si può trovare sempre sullo stesso sito del Centro Ricerche; uno studio del 2004 confermava che la marijuana non aveva effetti significativi sul cancro ai polmoni (mi par di capire): che tu fumi sigarette o spinelli poco cambia, l’incidenza del cancro è la stessa.

Risalta il fatto, quindi, che siano attaccati i testicoli più dei polmoni: si vede proprio che i maschi preferiscono i meccanismi della loro zona pelvica a quelli della respirazione, evidentemente.

Può essere seria una ricerca condotta in questo modo o serve solo a riempire le loro tasche ed i titoli dei giornali che, boccaloni, non riescono a vedere al di là del loro naso?

PS: belìn (come direbbe Grillo, per stare in tema) ragazzi, fatevi un controllino come suggerisce l’AIRC. Tranquilli, non si diventa ciechi. In ogni caso io mi trovo bene, con la tastiera in braille.

Trapianti suoi, tra i pianti nostri

Nella giornata di ieri c’è stata la manifestazione degli studenti delle scuole di Torino. In questa città non si è mai vista una mobilitazione così massiccia, credo che  il numero fosse (ad occhio e croce, le stime ufficiali/ufficiose non ci saranno mai!) uguale, se non superiore ne momenti clou, a quella di Beppe Grillo di qualche tempo fa in piazza San Carlo.

Brevissima cronistoria: dopo la partenza, alle ore 9.30, di una parte del corteo dal Politecnico (coro più frequente: “noi la crisi non la paghiamo”) arrivo alle 11.30 in piazza Castello dopo la confluenza delle superiori e delle Università con sede in centro. Poi direzione piazza Vittorio Veneto, la piazza più grande d’Europa. Di li poi verso la stazione di Porta nuova: qui c’è stato l’unico momento di tensione quando, passando vicino alla stazione, un cordone di poliziotti in assetto antisommossa hanno sbarrato la strada al corteo, mettendo anche in apprensione i presenti che si son visti l’avanzamento compatto delle forze dell’ordine. In realtà stavano segnalando il percorso autorizzato da seguire ad un’altra parte del corteo che proveniva da dentro la stazione, dopo un breve passaggio sui binari credo. Per quale motivo non si poteva passare? Perchè di li a duecento metri avremmo incrociato la sede torinese del PdL. Non s’ha da fà! E il corteo devia pacificamente per un ultimo giro in centro…Dopodichè, nel primo pomeriggio il corteo s’è sciolto.

Personalmente sono passato davanti alla Questura e al rettorato dell’Università: non si sono registrati ne scontri ne insulti ne azioni dei “facinorosi”.  Qualche coro goliardico del tipo: “Un solo grido ci da fiducia: Gelmini brucia Gelmini brucia”, “Berlusconi facinoroso” ed un cartello meraviglioso che da il titolo a questo post; ma il più importante e sentito è stato: “noi non siamo con un partito!” seguito da un lungo applauso.

“Le manifestazioni non servono a niente”, hanno obiettato nelle alte sfere del potere: non possiamo fare uno sciopero per creare disservizio (a parte le occupazioni) perchè noi non produciamo nessun servizio per il cittadino comune. Però è anche vero che senza la nostra preparazione scolastica tutti gli aspetti della vita del paese futura crolleranno miseramente.

Se l’unica cosa che possiamo fare è far vedere quanti siamo e far capire che siamo in disaccordo, lo facciamo e lo faremo. Semplicemente.

Come si può vedere, in piazza non c’erano bandiere politiche (quelle tre rosse sono di un sindacato mi pare) e la cosa ci ha inorgoglito: hanno descritto il movimento come un insieme di pupi manovrati dalle Sinistre (ma quali sinistre?????), dei ragazzi senza idee che scendono in piazza aizzati da dei “facinorosi”, senza la cognizione di ciò che li aspetta per il futuro.

Ebbene, stando li mi sono accorto dell’esatto contrario: gente preparata, aperta al confronto apolitico ma pronta a lottare per il proprio futuro, genitori preoccupati ed insegnanti con più di un piede nella fossa.

Qualunque cosa venga detta su questa manifestazione pacifica o sul movimento spontaneo studentesco è una menzogna: e chi mente sa di mentire.

133: La Lavagna Non Basta

La protesta studentesca continua contro la Legge 133/2008 della Gelmini. Come oramai sanno tutti, non si tratta di mestro unico e grembiulini, specchietto per allodole, ma di soldi sonanti.

Chi frequenta l’Università vera, non quella che ha in testa il Governo, sa che di sprechi ce ne sono ben pochi, di strutture pochissime, di soldi pure, di opportunità ben che meno.

La manifestazione sta proprio qui: manifestare a chi comanda che sbaglia di grosso nel tagliare i fondi del 20%.

Modi e tempi possono essere discutibili. Ma se chi (come me) ha vissuto, secondo il Governo, in tempo di “vacche grasse” gravi disagi nell’insegnamento (laboratori chiusi o vecchi, riscaldamenti ad intermittenza per risparmiare, ricerca senza fondi, aule inadeguate ne bene e nel male), già si immagina come potrà essere in tempo di “vacche magre”, situazione tutt’altro che lontana.

Appelli a profusione di “pugno duro” che alimentano il fuoco. Appelli a profusione di “state calmi” che fanno incazzare.

A Veltro’, la legge è passata da ‘n pezzo, ‘azzo stai a dì: ma quanno te svegli?

In questo clima simpaticissimo, ti fai due conti e pensi: vabbè, questi soldi li hanno risparmiati, tiriamo avanti una situazione finanziaria che zoppica e poi si vedrà.

Sarebbe anche un discorso che fila. Come al solito ci sono i però.

Uno dei però che saltano all’occhio sono i 20 milioni di euro stanziati per comperare 10.000 “lavagne interattive multimediali” (Lim).

Dal momento che la matematica non è un opinione, 20milioni/10mila= 2.000 euro a lavagna.

I conti sono presto fatti: in una città come Verona (solo il centro) ci saranno almeno una ventina di scuole medie (nell’elenco Rosani, King e Giovanni XIII sono 3 scuole diverse!). Per ogni scuola ci saranno almeno 3 classi (1°A, 2°A, 3°A) e un paio di sezioni (A e B). Dal momento che le lavagne sono sì mobili, ma bisogna installare il proiettore, ce ne vorrà almeno una per classe. Mettiamo che si organizzino, ce ne vuole almeno una per sezione.

20 x 2 = 40.

I capoluoghi di provincia, di cui Verona è una buona media come numero di abitanti, sono 118.

40 x 118=4720.

E sono capoluoghi di provincia!!! Quindi ci sono anche scuole in provincia (ricordo che ho fatto il conto di 20 scuole solo nel centro di Verona). Presupponiamo, stima eccessivamente per difetto, che ci siano 20 scuole per provincia.

Qui o al ministero dell’Istruzione non sanno fare i conti o c’è l’imbroglio. Anche facendo il conto di una sola lavagna per scuola, sarebbero 2.360 le lavagne da installare…

Per prova del 9 sono andato sul sito del Ministero dell’Istruzione. C’è un motore di ricerca e se si inserisce nella tipologia “scuola secondaria di I ordine” il risultato è quello aspettato: 7.200 istituti. Anche se si mettesse una sola lavagna per istituto, 5.200 sarebbero penalizzati.

Erano quindi proprio necessario spendere 20 milioni di euro in una cosa palesemente inutile, o quantomeno in un progetto fuori portata?

PS: le lavagne installate dovrebbero essere queste (link). PResupponendo che non vogliono fare diventare tutti i bambini miopi, la lavagna scelta credo sia quella da 77 pollici (link) con un prezzo che sia aggira intorno ad € 2.172,80 (Iva esclusa), 2.500 euro totali. E questo è il prezzo per il pubblico: mi domando come uno Stato non riesca ad avere dei prezzi vantaggiosissimi su questo genere di oggetto.

Più o meno per lo stesso motivo con cui le tecnologie per le intercettazioni telefoniche lo Stato le affitta ogni anno invece di comprarle. Il costo di suddette tecnologie, affermano le forze dell’ordine, verrebbe ammortizzato in mesi 6. Pazzesco.

Affittasi via vista fiume

Chi vive nella mia città, Verona, è abituato, fin da piccolo, a chiamare le vie che seguono il percorso del nostro fiume, l’Adige, “lungadese” (lungo adige). E’ sempre stato così.

Da oggi, uno di questi lungadese sparisce. Resterà nell’immaginario collettivo, ma ufficialmente sarà diverso.

Oggi l’on. Gianfranco Fini è nella mia città per intitolare il Lungadige Porta Vittoria a Nicola Pasetto (MSI – Alleanza Nazionale), concittadino morto nel 1997.

Lungadige Porta Vittoria prende il nome da una porta medievale, Porta Vittoria appunto, vicino al centro culturale per eccellenza, l’Università degli Studi di Verona.

Il “lungadige” oggi passerà di mano e sul sito del nostro comune non v’è traccia di questo evento.

Una delle vie delle dieci porte delle mura veronesi cambia nome ma non lo sa nessuno.

O meglio, pochi lo sanno.

Pochi sanno anche chi è Nicola Pasetto, o vengono omesse certe informazioni volontariamente. Nessuno tratta l’argomento, tranne un articoletto su “il Manifesto” in cui si ricorda che questo giovane consigliere comunale è stato processato un paio di volte per aggressione di stampo fascista, ovviamente non condannato per insufficienza di prove.  La  cosa si ripeterà quando verrà eletto al Parlamento…

A quale pro intitolare una via a lui? Soprattutto un Lungadige?

Infatti Fini non è a Verona solo per questo, ma per tenere una lectio magistralis. Argomento? “Il valore della ricerca e della trasmissione della conoscenza per lo sviluppo del Paese nei principi della Costituzione“.

Ricordo ai lettori che agli istituti universitari veronese sono stati tagliati, e di molto, i fondi per la ricerca e il rettore Alessandro Mazzucco, lamentando il taglio da parte del governo, era quesi tentato dal dichiarare bancarotta. In un articolo di Agosto 2008 si parlava dei problemi finanziari dell’Ateneo Veronese in cui sembrava che l’Università tutta dovesse chiudere…

Oggi Alessandro Mazzucco sarà a stringere la mano a Fini…