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Eruzioni cutanee

Elezioni europeeEruzioni cutanee sono il risultato dell’indigestione di chiacchiere propinateci ogni giorno.

Davanti al teleschermo, milioni di italiani inveiscono questo e quell’altro. “Perchè ci pigliano per il culo?”

E perchè non dovrebbero! Qualunque cosa facciano, dicano o pensino non ci intacca minimamente.

Le parole di destra, le parole di sinistra: come direbbe Gaber.

Ed intanto schiere di giornalisti, che non si piacciono più nel ruolo di informatori si buttano in politica, a bomba senza paracadute. Poco incisivi. Per niente credibili. Chi pagati, chi per protagonismo, pochi per idee.

Quelli che restano al servizio dei media raccontano dei giornali europei che, periodicamente, ricordano a mondo (meno che all’Italia, che è di scarsa memoria) chi è il nostro premier. “Un pericolo per l’Italia” (Financial Times), “Berlusconi impunito” (El Pais), “un’adolescente lo fara’ cadere?‎” (The  Indipendent).

Franceschini cavalca a briglie sciolte la notizia, decisamente alla frutta: quasi peggio del suo predecessore. “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?” è il suo dilemma, scatenando la reazione dei figli del Silvio: “vergogna” (parola che sta nell’abbecedario di Arcore, evidentemente), rispondono gli scarrafoni del premier.

Fiocco rosa per Fini: terzo figlio, il secondo fuori dal matrimonio… uhm… ma divorziare, fare figli fuori dal matrimonio… non era peccato?!?! Ci risponde la “Carta dei Valori” del Pdl:

Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo, sono le fondamenta della nostra visione della società.

A parte il fatto che Illuminismo si scrive con la maiuscola, a parte che quel movimento muoveva critica nei confronti della religione, a parte che non è ben chiaro qual è la “parte migliore”… le radici in casa Fini (e non solo) sono proprio profonde.

Il “termovalorizzatore” di Acerra (termine stupido, meglio inceneritore: i monaci tibetani si termovalorizzavano forse?), punta di diamante della scorsa campagna elettorale di chi sappiamo, ha sforato il limite di Pm10 (polveri sottili) per ben 15 volte nei due mesi di attività. Il limite annuale è 35 volte: di questo passo ci arriveranno ben prima… E i napoletani intanto respirano, respirano…

Da una ricerca condotta dall’ Utilitatis emerge che, se da un lato l’acqua italiana è la meno cara del mondo (bevetela quindi, se potete), dall’altro c’è emergenza fognature e depuratori. Con dei dati disastrosi, per un paese europeo. Nel “Blue Book” si legge, infatti

È un dato noto che in Italia la politica abbia portato, demagogicamente, a considerare l’acqua, a differenza di altri servizi pubblici locali, un servizio gratuito e senza costi per l’utente. Oltretutto contravvenendo al fatto che l’acqua è invece una risorsa preziosa e scarsa e quindi svalutandola se ne favorisce lo spreco, come in effetti avviene. La realtà è che per decenni i costi di gestione degli acquedotti sono stati mascherati all’interno di altre imposte

La ricerca è stata presentata a Bari, in una regione che è in costante emergenza idrica dove il presidente della regione Nicky Vendola (Sinistra e Libertà) non ha fatto certo meglio del predecessore Raffaele Fitto il quale, checchè ne dica la Carlucci!, è pluriindagato (corruzione, falso, illecito finanziamento ai partiti, concorso in turbativa d’asta e di interesse privato) ed è stato con merito promosso a ministro nell’attuale governo.

Vi sembra il caso di farci venire un’altra eruzione cutanea?

PS: ricordatevi che PD e UdC non hanno firmato la mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi, costringendo l’IdV a ritirarla. Mancavano 63 firme, un numero facilmente raggiugibile se i due partiti votavano. Facciamoci qualche domanda sulla conduzione di questa “opposizione”.

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Eni = Morte per Combustibile^2 (E=mc^2)

vauroNon si scopre l’acqua calda quando si dice che le guerre nei paesi arabi avvengono per il petrolio. Ad ogni modo, è sempre confortevole quando le notizie la confermano.

Venticinque caduti negli attentati di Nassiriya (gli italiani, perchè se dovessimo contare gli iracheni…) per la missione militare Antica Babilonia, missione per motivi umanitari e culturali (la zona è ricca di siti archeologici, da cui il nome).

Ovviamente anche nelle chiacchiere da bar è subito chiaro che non sono questi i motivi dell’entrata in guerra dell’Italia in Iraq; come mi piace ricordare, Luttazzi sintetizza così: “l’Iraq è una nazione indifesa che galleggia sul petrolio”.

Ciò che non ci viene raccontato l’abbiamo trovato in un servizio del solito impeccabile Report, nel 2006, che qui vi ripropongo e vi consiglio caldamente di vedere.

La notizia di oggi è che l’Eni sia in pole position per sfruttare i giacimenti a Nassiriya. Proprio la stessa zona presidiata dal nostro contingente. A volte, il caso…

Scajola, ministro per lo sviluppo economico, parte per Bagdad per firmare gli accordi.

Come si sente nel filmato

Nella seconda parte degli anni ’90 viene accordato all’Eni un giacimento da sfruttare a Nassiriya

precisamente nel 1997, stando al documento USA.

Quindi gli accordi sono già stati stabiliti ben prima della guerra. A voi le debite conclusioni.

Poichèa pensar male si fa peccato ma spesso si indovina” (G.Andreotti), mi è sembrata strana anche la frase del governatore iracheno della provincia di Dhi Qar, di cui Nassiriya è capoluogo:

non solo c’è petrolio, anche uranio

Uranio…Armi e centrali nucleari (principalmente), giusto? Chi costruirà le 4 centrali previste in Italia?

Sempre l’Eni, che avrà così “motore” e “carburante” per lo sviluppo nucleare italiano.

Rabbrividisco al sol pensiero di aver fatto un ragionamento corretto.

Matto del Bandana

berlusconiscacchiIl matto del Bandana è la variante arcoriana del matto del Barbiere, un particolare scacco matto in poche mosse in cui incappano i principianti.

Con poche mosse si può vincere poichè, in questo tipo di matto, l’unica difesa per la casella F7 (la Costituzione) è il Re (il Presidente della Repubblica) che però non può nulla se la sua difesa (il Parlamento) si apre  incautamente.

Interessante è, ad esempio, sapere che è stata chiesta l’archiviazione per Agostino Saccà, dirigente RAI, nel procedimento che lo vedeva imputato di raccomandazioni ricevute da Silvio Berlusconi in cambio sostegno finanziario, imprenditoriale e politico. “Il quadro probatorio emerso al termine delle indagini e le conclusioni in fatto e in diritto effettuate hanno indotto questo ufficio a ritenere che gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in un eventuale giudizio” ed inoltre “le conversazioni appaiono irrilevanti” (Corriere.it)

Berlusconi: io stò cercando … di aver la maggioranza in Senato …
Saccà: capito tutto …
Berlusconi: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno … con cui sto trattando …

Stralcio della conversazione irrilevante (Espresso)

Un’altra raccomandata era tal Elena Russo, sempre per ‘sto giro di favori. Ora ha fatto carriera:

Da notare, perentorio, il marchio Presidenza del Consiglio dei Ministri. Era superfluo, lo sapevamo già chi la sponsorizzava!

Altra mossa per avvicinarsi al matto sono le campagne razziste: ladri di qui, stupratori di la. Poi escono i dati del Governo e t’accorgi che le cose non son gravi come annunciano. Le violenze sessuali, ad esempio, sono diminuite dell’8,4% (quelle denunciate, sic!), la maggior parte è commessa dagli italiani. Vero è che la percentuale di stranieri è bassa e quindi per “pareggiare” con quelli commessi dagli italiani le violenze degli stranieri dovrebbero essere molte meno, ma è anche vero che in Italia chi vuole delinquere trova vita facile (come, per una volta, il Giornale analizza decentemente): quindi vero che in proporzione delinquono di più, ma la “paura dello straniero” (xenofobia!) è immotivata (o perlomeno non più di quella verso i nostri connazionali).

Preoccupazione per il ddl intercettazioni dovrebbe suscitare l’affermazione di Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia, PdL e ex avvocato di Andreotti (ricordate quando gridava “Assolto! Assolto!” ma le fecero notare che era solo prescrizione?), che conferma:

Un divieto totale di pubblicazione di atti giudiziari fino alla conclusione delle indagini o fino al termine dell’udienza preliminare, azzererebbe qualsiasi forma di conoscenza nelle prime fasi dell’attività giudiziaria relativa a delitti di grave allarme sociale

e ancora

Mi preoccupa il fatto che, considerata la patologica lentezza dei tempi della nostra giustizia, l’introduzione di un generale divieto di pubblicazione potrebbe comportare il rischio di un’eccessiva limitazione non solo del diritto del cittadino a essere informato, ma anche del diritto della collettività di controllare il modo in cui la giustizia viene amministrata in nome del popolo

Giulia Bongiorno, ANSA

Rassicurante.

Infine, si paventa l’idea di controllare gli scioperi. Esso viene effettuato per provocare un disservizio: ora, con questa nuova legge, sarà prevista in acuni casi la “dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero stesso da parte del singolo lavoratore” oppure il “divieto di forme di protesta lesive del diritto alla mobilità”. Pazzesco. Così facendo crei una base per le ritorsioni dell’azienda (sanno chi sei) e rendono inutile lo sciopero (non puoi causare disservizio).

1984: George Orwell, stiamo arrivando.

Quando la Politica supera la Satira

luttazzi_tour_decameron_500_x_500-copyA Berlino stanno costruendo un monumento per ricordare la caduta del Muro. E’ una costruzione in cemento alta tre metri e lunga quanto tutta Berli… uhm…

Daniele Luttazzi

Ho riso davvero molto a questa dimostrazione di maestria satirica di Luttazzi, sabato scorso a teatro.

Non da meno, Silvio (ricordate le intercettazioni Rai in cui i dirigenti lamentavano il fatto che “Berlusconi è stato inquadrato poco ai funerali del Papa“?)  deve rilanciare. E’ lui quello che deve tenere banco.

Credo di aver dato contributi importanti in politica estera, per esempio con l’associazione della Federazione Russa alla Nato che si è celebrata a Pratica di Mare nel 2002, sancendo la fine della guerra fredda.

Silvio Berlusconi, ANSA

La Guerra Fredda è terminata nel summit a Pratica di Mare? Nel 2002? Ed io che ho sempre creduto che fosse finita, simbolicamente, con la caduta del Muro di Berlino (appunto) nel 1989! Nel vertice di Pratica di Mare la Russia ha firmato un trattato storico per entrare nella Nato (avvicinandosi così all’Europa) e per cooperare nella lotta al terrorismo,  ma le ostilità erano terminate, seppur con molti strascichi, da circa un decennio.

Ma si sa che vuole riscrivere i libri di storia, magari facendosi ritrarre da Jacques-Louis David mentre attraversa le Alpi.

L’intervento continua come se niente fosse (come al solito nessuno gli contesta il modesto errore storico) e rincara:

In politica interna, credo di aver contribuito a far rialzare l’Italia all’indomani della stagione di Mani Pulite, quando i partiti che avevano governato per decenni erano stati spazzati via dalla rivoluzione giudiziaria di stampo comunista.

Oooh, una rivoluzione giudiziaria.

Chi se lo sarebbe mai aspettato! Hanno fatto veramente il male per l’Italia questi loschi figuri a far rispettare la legge. Se avevano governato per decenni erano per forza brave persone, no?

L’etica all’estero, Spagna:

Bermejo (ministro della Giustizia, ndA) è stato negli ultimi giorni al centro di violente polemiche per avere partecipato ad una partita di caccia in Andalusia con il giudice Baltasar Garzon, titolare di una inchiesta su episodi di presunta corruzione in ambienti vicini al Partido Popular, il principale movimento di opposizione al premier Zapatero. In una dichiarazione alla stampa Bermejo ha detto di avere consegnato questa mattina la lettera di dimissioni al premier Jose’ Luis Zapatero al palazzo della Moncloa, sede della presidenza del governo. Bermejo ha detto di avere deciso di lasciare l’incarico per impedire che la vicenda della battuta di caccia con Garzon sia ”utilizzata” contro il governo socialista.

ANSA

L’etica in Italia:

Se sono preoccupato per le ripercussioni della sentenza Mills? No, perché sono sicuro al 100% sull’appello. Non voglio commentare altrimenti direi cose molto gravi, meglio di no.

Silvio Berlusconi, ANSA

L’etica in Italia/2:

è evidente che quando la tua parte politica governa, meno informazione c’è e meglio è, meno fastidi ci sono meglio è, meno voci ci sono e meglio è. Se poi si abbina questo alla progressiva fidelizzazione di Mediaset all’avventura politica di Berlusconi, allora non c’è dubbio che l’informazione deve essere tranquilla e che l’approfondimento è meglio farlo scivolare oltre la mezzanotte.

Enrico Mentana, Corriere.it

L’etica in Italia/3:

L’evasione fiscale e’ ”un fenomeno di portata molto ampia, possiamo parlare di evasione di massa”. Lo ha detto il direttore generale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria. […] Per quanto riguarda in particolare l’evasione fiscale, il Dipartimento delle Finanze, ha sottolineato, stima che ”l’ammontare del valore aggiunto lordo evaso stimato per il 2004 sia di circa 200 miliardi di euro.

ADNKronos

L’etica in Italia/4:

C’e una norma di diritto naturale che dice che se c’è uno Stato che chiede un terzo di quanto guadagni allora la tassazione ti appare una cosa giusta. Ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per le imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un pò giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione.

Silvio Berlusconi, il Giornale (!!!)

Con uno così, far ridere per i Luttazzi è davvero troppo dura.

L’amore rubato

stuproTitolo falsamente poetico dove la poesia è l’unica cosa che manca. Così lo cantava Luca Barbarossa nel 1988 e da allora le cose non sono molto cambiate.

La violenza sessuale rimane un crimine senza soluzione. Se per demagogia i politici si rimandano promesse e sconcerto, pochi capiscono che la colpa è loro.

La colpa è loro quando la polizia non ha fondi, la colpa è loro quando predicano la certezza della pena,la colpa è loro quando permettono il ricorso al TAR per una bocciatura (seppur di una “trota”) invece di dare due scapaccioni, la colpa è loro quando accusano i giudici e spalancano le bocche all’incredulità che esiste un mondo cattivo fuori dai loro salotti scamosciati.

La violenza sessuale è tra i pochi reati in cui è necessario un deterrente. Non servono migliaia di militari per le strade: subìta la violenza, non si torna indietro. Anche la pena più esemplare non ridarà mai la dignità a chi è vittima.

Quando un giudice dichiara, ovviamente non riportato in nessuna prima pagina, che il problema è istituzionale perchè non esistono leggi adeguate mentre esiste il rischio concreto di scarcerazione a vantaggio dei domiciliari, l’appello non deve rimanere inascoltato.

Quando si vuole ricorrere alla castrazione chimica senza fare nulla sull’educazione civile, a partire dalle scuole primarie, sul rispetto delle altre persone che risiede nel cervello e non nel pene, forse si perde di vista l’obiettivo.

Chi permette all’omofobia di sbarcare a SanRemo, all’antisemitismo di attecchire nella carità cristiana, al razzismo di sedere in parlamento, forse al mattino non è il caso nemmeno che si alzi dal letto.

Houston, we have a problem…

Mother EarthLa politica italiana ha raggiunto la velocità di fuga.

Tutto ruota vorticosamente in questi giorni: le decisioni prese in Consiglio dei Ministri, la “questione morale”, il caso Englaro, le inchieste delle procure (Napoli su tutte), i nostri gioielli di famiglia.

La spirale gira…gira talmente veloce che ci ipnotizza. L’unico modo per svegliarsi è abbattere la porta dell’armadio in cui gli scheletri si stanno ammassando.

Ci stanno provando le procure, in un clima che sembra il remake di Tangentopoli. Il Partito Democratico rischia di trasformarsi nel vecchio PSI e da lì probabilmente rinascerà, come la fenice, con un nuovo nome: Forza Italia.

Il garantismo di Berlusconi è bipartisan: liberi tutti! Meglio un PD moribondo che una opposizione dura.

La “questione morale” non si pone nemmeno, come rivelano i sondaggi di dicembre: Lega ed IdV (che prende alla lettera il vecchio detto “meglio soli che male accompagnati”) ai massimi storici, logico sbocco per una sinistra tradita nel voto e che non ci sta, fortunatamente, a perdere.

Con la strada spianata dall’harakiri del PD, il Consiglio dei Ministri continua ad andare a pesca con la dinamite: Giustizia, Istruzione, Semplificazione, Lavoro-Salute-Politiche Sociali e Pubblica Amministrazione si contendono ogni centimetro delle pagine dei giornali in una gara di visibilità senza precedenti.

Scendendo in piazza, non sapremmo neanche per quale motivo; attaccano, per stare sul sicuro,  su tutti i fronti: la Rivoluzione non è cosa per gli Italiani e Silvio lo sa bene.

Mariastella Gelmini ha partorito la sua creatura (link 1 e 2), piena di inesattezze e contraddizioni:  la drastica riduzione degli indirizzi è solo burocratica (ogni istituto dava un nome al proprio corso, niente di più), le ore da 60 minuti tolgono un’ora di studio pomeridiano ai ragazzi (a meno che non si riduca il monte ore complessivo settimanale) e non servono a nulla, gli istituti tecnici avranno un doppio biennio (che diventa così un 2+2+1) con una conseguente doppia scelta di indirizzo (alla faccia della riduzione!), il liceo musicale non può essere “liceo” in quanto questa parola identifica un corso di studi volto a preparare lo studente all’università che in questo ramo non esiste formalmente (infatti si parla di “istituti paritari” nella legge 508 del 21 Dicembre ’99), la possibilità di stage in azienda c’è sempre stata,  degli istituti professionali non si parla più, vengono istituiti dipartimenti di ricerca per le superiori (cose dell’altro mondo!).

Una strano atto di indirizzo ad personam, firmato Maurizio Sacconi ed inviato alla regione Lombardia (guarda caso), si scontra con il diritto Costituzionale ed una sentenza della Corte d’Appello di Milano: il caso Englaro può fare da precedente ed invece di sedersi al tavolo e ragionare con le parti vengono inviatidei moderni “bravi” a dire che non s’ha da fare. La Lombardia, invasa da Comunione e Liberazione , fara come don Abbondio?

Roberto Manidiforbice Calderoli taglia. Semplifica, come una vignetta stampata su una maglietta. Sfoltire fa bene, a patto di lavorare seriamente ed evitare SalvaLeggi perchè s’è tagliato troppo. E quali leggi restano, se ne hanno tagliate 29mila? “Se non voletetutto il malloppo di fotocopie, le troverete da subito sul sito del Ministero”, rassicura i giornalisti il figlio del Padus dallo sguardo vitreo. Sito che però non esiste. Ops!

La perla è però sempre del Cavaliere (del Lavoro, ricordiamolo):

“Io non renderei note queste cose”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato gli ultimi dati diffusi dal centro studi di Confindustria sulla crisi economica, tornando ad invitare alla diffusione di “una maggiore fiducia” per evitare “il circolo vizioso delle profezie negative che si autoavverano”.

fonte: Ansa

Lo stesso giorno in cui Calisto Tanzi viene condannato a 10 anni per il crac Parmalat in cui, oltre al resto, l’ex-patron emiliano è reo di aver nascosto le reali condizioni dell’azienda turbando l’andamento del mercato. Se pensiamo allo Stato come ad una azienda con 60 milioni di azionisti, capiamo subito il parallelo con le parole del Cavaliere.

Terapia & pallottole

Il mandante dell’omicidio di Anna Politkvskaja, una giornalista uccisa il 7 ottobre 2006, è da ricercare all’interno dello stato (e del mondo politico) russo.

cremlino_berlusconi

A metterlo nero su bianco (link 1 , 2 e 3) è l’avvocato dei quattro presunti killer, a mio parere con molto coraggio alla luce della fine fatta dalla giornalista.

La Politkvskaya era una spina nel fianco di Putin per gli intrecci della guerra in Cecenia (numerose le inchieste della giornalista sui diritti umani violati).

Ora è limpido, un’accusa in vera regola. Certo è che si sapeva o, perlomeno, si immaginava.

Era per questi motivi che il gesto della “mitragliata” di Berlusconi nella conferenza stampa con Putin sembrò subito sconveniente (link). La giornalista (russa anche lei) oggetto del gesto, rea di aver fatto in quella conferenza una domanda scomoda all’ex oligarca russo, si mise a piangere. Mettiamoci nei suoi panni.

Mi domando ogni volta se sia il caso che quest’uomo rappresenti il nostro paese.

Lo hanno votato? D’accordo, ma all’estero mandiamoci Fini (uno a caso).