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Eruzioni cutanee

Elezioni europeeEruzioni cutanee sono il risultato dell’indigestione di chiacchiere propinateci ogni giorno.

Davanti al teleschermo, milioni di italiani inveiscono questo e quell’altro. “Perchè ci pigliano per il culo?”

E perchè non dovrebbero! Qualunque cosa facciano, dicano o pensino non ci intacca minimamente.

Le parole di destra, le parole di sinistra: come direbbe Gaber.

Ed intanto schiere di giornalisti, che non si piacciono più nel ruolo di informatori si buttano in politica, a bomba senza paracadute. Poco incisivi. Per niente credibili. Chi pagati, chi per protagonismo, pochi per idee.

Quelli che restano al servizio dei media raccontano dei giornali europei che, periodicamente, ricordano a mondo (meno che all’Italia, che è di scarsa memoria) chi è il nostro premier. “Un pericolo per l’Italia” (Financial Times), “Berlusconi impunito” (El Pais), “un’adolescente lo fara’ cadere?‎” (The  Indipendent).

Franceschini cavalca a briglie sciolte la notizia, decisamente alla frutta: quasi peggio del suo predecessore. “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?” è il suo dilemma, scatenando la reazione dei figli del Silvio: “vergogna” (parola che sta nell’abbecedario di Arcore, evidentemente), rispondono gli scarrafoni del premier.

Fiocco rosa per Fini: terzo figlio, il secondo fuori dal matrimonio… uhm… ma divorziare, fare figli fuori dal matrimonio… non era peccato?!?! Ci risponde la “Carta dei Valori” del Pdl:

Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo, sono le fondamenta della nostra visione della società.

A parte il fatto che Illuminismo si scrive con la maiuscola, a parte che quel movimento muoveva critica nei confronti della religione, a parte che non è ben chiaro qual è la “parte migliore”… le radici in casa Fini (e non solo) sono proprio profonde.

Il “termovalorizzatore” di Acerra (termine stupido, meglio inceneritore: i monaci tibetani si termovalorizzavano forse?), punta di diamante della scorsa campagna elettorale di chi sappiamo, ha sforato il limite di Pm10 (polveri sottili) per ben 15 volte nei due mesi di attività. Il limite annuale è 35 volte: di questo passo ci arriveranno ben prima… E i napoletani intanto respirano, respirano…

Da una ricerca condotta dall’ Utilitatis emerge che, se da un lato l’acqua italiana è la meno cara del mondo (bevetela quindi, se potete), dall’altro c’è emergenza fognature e depuratori. Con dei dati disastrosi, per un paese europeo. Nel “Blue Book” si legge, infatti

È un dato noto che in Italia la politica abbia portato, demagogicamente, a considerare l’acqua, a differenza di altri servizi pubblici locali, un servizio gratuito e senza costi per l’utente. Oltretutto contravvenendo al fatto che l’acqua è invece una risorsa preziosa e scarsa e quindi svalutandola se ne favorisce lo spreco, come in effetti avviene. La realtà è che per decenni i costi di gestione degli acquedotti sono stati mascherati all’interno di altre imposte

La ricerca è stata presentata a Bari, in una regione che è in costante emergenza idrica dove il presidente della regione Nicky Vendola (Sinistra e Libertà) non ha fatto certo meglio del predecessore Raffaele Fitto il quale, checchè ne dica la Carlucci!, è pluriindagato (corruzione, falso, illecito finanziamento ai partiti, concorso in turbativa d’asta e di interesse privato) ed è stato con merito promosso a ministro nell’attuale governo.

Vi sembra il caso di farci venire un’altra eruzione cutanea?

PS: ricordatevi che PD e UdC non hanno firmato la mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi, costringendo l’IdV a ritirarla. Mancavano 63 firme, un numero facilmente raggiugibile se i due partiti votavano. Facciamoci qualche domanda sulla conduzione di questa “opposizione”.

Le domande

question_mark_domanda_interrogativoOgni giorno decine di notizie passano sotto il naso. Dopo Saviano ieri sera a “Che tempo che fa”, tutto rivela il vero volto dell’informazione italiana. Localmente, la camorra viene edulcorata. Ma a livello nazionale siamo messi meglio? Non si parla di camorra, poco di mafie in generale, tanto del Governo.

Ma almeno quello, lo capiamo veramente? Ogni giorno mi faccio questa domanda, e tento di rovesciare, per mio gusto personale, la medaglia.

Vogliamo veramente l’integrazione?

Se si vuole l’integrazione, perchè mettere il 30% di tetto agli studenti stranieri in ogni classe?  Nei posti con maggior concentrazione di stranieri, infatti, capita che piccole scuole abbiano un’alta percentuale di stranieri nelle loro classi. Se c’è un tetto, costringi gli stranieri “in più” a cambiare scuola con il rischio di negare il diritto costituzionale allo studio. E le “classi-ponte”? Hanno il 100% di stranieri, di fatto venendo meno al concetto di integrazione. Esempio pratico. Dieci classi ed una classe ponte. Finito il periodo nella classe ponte, i ragazzi stranieri vengono suddivisi nelle dieci classi, per non sforare il tetto del 30%: 2-3 ragazzi immersi in un gruppo già affiatato. E questi ragazzi, che si conoscono dall’anno precedente, si chiuderanno a riccio, in un piccolo gruppetto emarginato per tutti i motivi che possiamo immaginare. Pensiamoci.

Siamo razzisti o xenofobi?

Strano, ed inaspettato, che l’Ilo, l’Agenzia per il Lavoro dell’Onu,  accusi l’Italia di “retorica aggressiva e discriminatoria nell’associare i rom alla criminalita’, creando cosi’ un sentimento di ostilita’ e antagonismo nell’opinione pubblica”. Frattini replica: “sono indignato”, mentre gioca con le bolle di sapone attreverso le quali guarda il mondo circostante.

Le statistiche valgono?

se vogliamo contare esattamente il numero delle persone precarie e non i posti, i precari risultano essere 268.000. Nell’anno scolastico 2008-2009, pero’, i precari che hanno prestato servizio nelle scuole sono stati 130.000. Quindi noi conteggiamo come precari 130.107 che sono i supplenti che hanno avuto una supplenza annuale o fino al 30 giugno

MariaStella Gelmini, ANSA

Ecco come il governo fa le statistiche… Queli che non hanno prestato servizio, cara la mia ministra, sono già disoccupati!

Nasce il PdL. E’ una svolta?

Se Fini rinuncia al passato fascista, durante il convegno per la fusione di AN in PdL si son visti saluti romani e un lungo applauso al dissidente Menia. E’ sottosegretario. Un centrodestra con svolta al centro, con Berlusconi che auspica l’entrata del’UDC, va di pari passo con la svolta al centro del PD.  Berlusconi punta al 50%. Alle scorse elezioni il PdL ha preso il 40%, con l’UDC arriverebbe al 45%. Punta al 50, fagocitando metà arco costituzionale ce la fa.

Abbiamo capito cos’è il piano casa?

Verso il piano casa e oltre. Una New Town per ogni città. Tante Milano2, praticamente. Già dotate di digitale terrestre, sportelli Mediolanum e condono edilizio. Occhio ai sondaggi. Una settimana fa era 70, l’altroieri 81, ieri 82, oggi 83% degli italiani vuole il piano casa, e “siamo già pieni di richieste”. Ma cosa chiedono, che il testo non lo conoscono nemmeno i parlamentari e Silvio stesso dice che “gira un testo non mio” (infatti il suo testo, uscito poi, è stato battezzato da San Franceschini addirittura incostituzionale. E per dirlo uno del PD…). Quindi è una classica enorme balla di Silvio Berlusconi. Tanto gli italiani sono abituati ad ingurgitarle.

Magistratura metastasi?

Così l’ha definita il capotreno Silvio. A parte Palamara, che non fa paura neanche ad un micio, nessuno che gli si scagli contro con un treppiede? Evidentemente l’opposizione è assorta in altro, tipo mettersi in ridicolo davanti ad una giovane ragazza al congresso del PD (youtube). Il motivo per cui la magistratura è così definita dal premier? Impregilo/Cavet, ‘sta manica di fetenti con mille pendenze,  stata condannata a Firenze ma assolta a Bologna per “illecito sui rifiuti” nel progetto di costruzione della TAV. Si sono presi 5 anni. Ogni magistratutra è competente solo sul suo territorio, quindi probabile che l’illecito sia avvenuto solo in provincia di Firenze ma non di Bologna. I magistrati di Bologna, infatti, sicuramente non investigavano nel territorio di Firenze.E allora??? L’immagine di Silvio che difende i delinquenti è dura a morire. Da notare l’ennesimo illecito durante la costruzione della TAV.

Siamo attenti ai dati?

L’Italia “è messa meglio degli altri paesi europei”, secondo il governo. La disoccupazione cresce meno e la produzione diminuisce meno. Due calcoli d’esempio. Se l’Italia ha 100 disoccupati e diventano 110, la disoccupazione è cresciuta del 10%. Se la Germania ha 25 disoccupati e ora sono 50, è cresciuta del 100% (ovvero raddoppiata). PErò concorderete che 110 è molto maggiore di 50. Silvio da i numeri in questo modo, sveglia!

Quello schifo della Presidenza del Consiglio

south-park-stan-marsh-che-schifo-print-c10055373A me non piace quello che faccio,  lo faccio solo per senso di responsabilita. Mi fa schifo quello che faccio, sono disperato…

(link 1 e 2)

E’ sicuramente l’ennesima boutade del Silvio che mette però in risalto quanto detto da PierFerdy Casini, “Berlusconi al Colle? Non sarebbe uno scandalo” (link): se fare il premier gli fa schifo, fare il Presidente gli farà ca**re.

Ma se lui è disperato noi cosa dovremmo dire?

Una girandola di cazzate riempie le news quotidiane, tanto che è impossibile approfondire un solo argomento. Vediamone in breve alcune.

Frattini al DurbanII, conferenze di pace a Ginevra, minaccia insieme agli altri paesi il ritiro per le frasi “antisemite” del testo. Frasi riferite all’operato di Israele anche a Gaza, tipo “in violazione dei diritti umani internazionali, un crimine contro l’ umanità e una forma contemporanea di apartheid”,  “profonda preoccupazione per le discriminazioni razziali compiute da Israele contro i palestinesi e i cittadini siriani nel Golan occupato”,  “tortura, blocco economico, gravi restrizioni di movimento e chiusura arbitraria dei territori”. Frasi, sicuramente dure, che però non hanno carattere di antisemitismo (sempre che Frattini abbia mai aperto un dizionario) e che, alla luce dei recenti fatti di guerra, non si possono non tenere in considerazione.

Sulla cresta dell’onda in questi giorni c’è pure il Papa che, dopo l’exploit contro i preservativi (“i preservativi non servono, anzi creano problemi, contro l’AIDS ma serve solo una nuova spiritualità e sessualità”, link) ci fa sapere che si informa ed è sempre attento alle nuove evoluzioni sociali:

attacca le multinazionali che “invadono” l’Africa, “si appropriano delle risorse naturali” e “deturpano il creato”

ANSA sul discorso del Papa

Lo avvisate che il colonialismo è iniziato nell’800? E che gli africani lo sanno benissimo mentre sarebbe più forte il messaggio se detto alle superpotenze? In ogni caso una notizia apparsa su ADNKronos informa che a Washington il 3% della popolazione è affetta dal virus HIV o ha l’AIDS, la stessa percentuale dell’Uganda. ‘Sti americani ancora col vecchio metodo del preservativo…

Ancora problemi per la presidenza RAI: dopo che “il principale esponente dello schiramento a noi avverso” (Veltronizzato!) ha bruciato le candidature di Guglielmi, Claudio Petruccioli, Fabiano Fabiani e Ferruccio De Bortoli, il Silvio deciderà qualche parametro per avere finalmente un nome? “Lo voglio alto, abbronzato, che lavori nel settore e che abbia il papà che fa un lavoro importante…chessò, deve fare almeno il premier!” pare abbia affermato, uscendo dalla doccia.

DDL sicurezza, 101 deputati del PdL (sisi, la “L” è giusta!) remano contro l’assurda e discriminatoria norma che obbliga i medici (ma anche gli insegnanti, sostendono i 101 deputati) a denunciare i clandestini. Chiedono quindi di non porre la fiducia (ancora?) sul testo e votare “secondo coscienza”. Sui temi etici Silvio si è espresso recentemente parlando appunto di “liberà di voto“: vediamo se si rimangia pure questo.

Soldi alle imprese. Slogan della Marcegaglia e inno alla ripresa. Incontro col premier, ricevuti aiuti. Giusto, rilanciare l’economia partendo dalla produzione. Peccato che, nelle stesse ore, uscisse il resoconto sul 2008 di INPS in cui pare chiaro un dato: l’82% delle imprese controllate non erano in regola. Nelle imprese piccolissime la crisi la farà da padrona e quindi gli escamotage, sdoganati dal Silvio in persona ricordate?, sono frequenti e talvolta necessari per non chiudere. Ma la cifra è ben consistente. Guardate dalle finestre, la vostra via: 4 aziende su 5 non sono in regola. Ahhh, la fiducia!

L’ultima notizia è positiva: lo stato del New Messico ha abolito la pena di morteMeno uno.

Il Bagaglino culturale dell’Italia

bagaglinoSale il sipario a SanRemo, scende su tutto il resto d’Italia.

Possibile che i soldi al conduttore, mal riposti viste le gag e le scelte artistiche di dubbio gusto (per una volta si può dire che le canzoni sono protagoniste, nel bene e nel male), cancellino l’intera giornata di notizie a susseguirsi?

Vittoria in Sardegna, condanna a Mills, dimissioni di Berlusconi, Festival.

Non capisco se sia un climax ascendente o discendente.

Scusate, ho scritto Berlusconi al posto di Veltroni. Mi pareva che la frase seguisse meglio un filo logico in quel modo.

All’Idv ricordo che qui svolgiamo attivita’ parlamentare. Grazie a questa attivita’ ricordiamo la nostra straordinaria vittoria di ieri in Sardegna con dieci punti di scarto sul governatore della sinistra uscente. Noi cosi’ facciamo politica, non con le sentenze di primo grado.

Giuseppe Consolo, PdL (ANSA)

Possibile che valga di più una vittoria elettorale della fedina penale o della moralità? Ma  è una moralità di primo grado, suvvia.

Berlusconi corruttore? Lo possiamo dire? “E’ solo il primo grado”. Quindi? Omissis.

Elezioni in Sardegna, vince del 9/10% il centrodestra (nome candidato: n.p.) contro Soru. UdC si schiera col Cavaliere: “atto di coerenza”, spiega Casini (tra l’ilarità generale). Con il suo 9,31% di voti l’UdC è stata più che determinante per la vittoria del centrodestra (la situazione sarebbe inffatti ribaltata se ci fossero le stesse alleanze dell’opposiizone parlamentare). Che sia la testa di ponte per rientrare al Governo? I “casinari” fugano ogni dubbio:

Il Pdl dovrebbe riflettere, a livello nazionale, sul voto sardo – continua Capelli -. L’Udc ha fatto una scelta coerente e opportuna e una possibile alleanza anche a Roma mi vedrebbe favorevole. Noi siamo alleati affidabili.

Il Tempo

Ora potrà nascere senza problemi SilvioLandia: Soru gli aveva messo i bastoni fra le ruote introducendo un piano regolatore per le coste (dove ha casualmente una villa-parco Silvio con sbocco privato sul mare), le tasse sul lusso (seconda casa dei non residenti, imbarcazioni più di 14 metri, aeromoili privati) e lo sputtanamento della precedente giunta di centrodestra in cui fu scoperto un buco di 4 miliardi di euro nel bilancio.

Sapete chi era Assessore al Bilancio? Esatto, Ugo Cappellacci, l’attuale governatore neoeletto.

Cabaret.  Sembra il Bagaglino ma purtroppo siamo a  San Remo:

“tu sei uomo? No sai, perchè al giorno d’oggi non si sa mai…”

“mi aiuti, per Paul è la prima volta…” “Ma perchè la prima volta sua la deve fa’ proprio con me?”

Mi sembrano le frasi giuste nella serata della contestazione del brano di Povia.

Per fortuna, come dice Grillo, ci sono i comici a spiegare le cose:

gli omosessuali sono stati perseguitati perchè amavano un’altra persona: non c’è delitto più infame

ricorda Benigni. Finalmente.

Lettere e Numeri

intercettazioni, vignetta di VauroLe Lettere formano parole, le parole frasi, le frasi discorsi e i discorsi bugie.

I Numeri formano dati, i dati informazioni, le informazioni sistemi e i sistemi bugie.

Le Lettere e i Numeri forniti in questi giorni formano solamente bugie. Ma ci possono anche far capire chi mente. Se non riusciamo nemmeno a distinguere le parole messe nero su bianco o un numero incontrovertibile, direi che il dibattito sulle intercettazioni finisce esattamente qui.

Mi sono imbattuto per caso in una trasmissione serale su una emittente locale (credo) piemontese, tal “VP”, in cui erano ospiti Gioacchino Genchi, il tecnico delle intercettazioni su tutti i giornali in questi giorni, Peter Gomez, giornalista de “L’Espresso”, Gaetano Pecorella, parlamentare e avvocato PdL, Leoluca Orlando, parlamentare idV ed ex-sindaco di Palermo ed altri.

Ne è venuto fuori un quadro sconcertante della realtà: i numeri che ci sono sui giornali sono falsi, i fatti raccontati sui giornali sono falsi, si usa questa vicenda dell’archivio di Genchi come pretesto per la legge contro le intercettazioni.

Pecorella, furbacchione, ha tentato in tutti i modi di far dire a Genchi chi sono le persone che lo vogliono incastrare e perchè i ROS avrebbero falsificato i dati (Genchi invece ha detto che i dati sono stati mal interpretati) sapendo perfettamente che se gli fosse sfuggito qualcosa Genchi avrebbe pagato penalmente le affermazioni come violazione del segreto istruttorio.

Genchi non ha abboccato e Pecorella gli ha detto che svia le risposte. Da che pulpito.

Si parla di intercettazioni mentre Genchi riferisce altre cose: si tratta solamente di tabulati utili per creare connessioni tra le persone. Infatti, secondo il tecnico, nessuna intercettazione era stata realmente effettuata nella vicenda “Why Not“, indagine avocata a De Magistris con cui collaborava appunto Genchi.

Ma non finisce qui. Racconta infatti che tutto il clamore attorna alla vicenda De Magistris parte da appena 759 tabulati. Per ogni persona ci sono più tabulati, una per ogni numero di telefono. Questi aumentano di numero, a quel che si è capito, solo dal momento in cui avviene la fuga di notizie, interna alla procura di Catanzaro, sull’omicidio Fortugno e la strage di Duisburg. Per vederci più chiaro di come fu possibile questa fuga di notizie,  cominciarono a fare indagini più ampie ma furono subito fermati. Denunciò a Caserta i fatti, Caserta chiese a Catanzaro i tabulati per verificare e Catanzaro negò l’autorizzazione. Da lì la fantomatica “guerra fra procure”.

Ora l’orizzonte è quindi fosco: se sulle pagine dei giornali lo attaccano (“il piu’ grande scandalo della storia della Repubblica” dice Silvio, dimenticando Tangentopoli, per citarne solo uno) lui scopre le carte e rilancia:

Forse sono altri che danno scandalo – dice in una intervista al Secolo XIX – ad esempio quel parlamentare che ha intestato a suo nome decine di schede telefoniche e le ha distribuite ai suoi conoscenti. Schede che giravano per tutta la Calabria e che non si potevano controllare, perche’ erano coperte dal segreto parlamentare”. Circa l’identita’ di questo parlamentare Genchi dice di essere pronto a rivelarla ”non appena la Commissione Antimafia mi convochera”’. L’ex funzionario di polizia sostiene che ”c’e’ la prova provata” che non sia stato il parlamantare ad usare il telefono perche’ ”ha partecipato a una votazione in Parlamento. E non poteva essere coperto da un ”pianista”, perche’ era una votazione ad appello nominale. Eppure, mentre lui era a Roma a votare, altre schede telefoniche a suo nome avevano contatti inquietanti in Calabria. Ma non si sarebbero mai potute intercettare se non chiedendo l’autorizzazione alla sua Camera. Come dire? A quel punto non sarebbe servito a nulla”.

Gioacchino Genchi

La politica risponde a tutto questo con emendamenti al ddl sulle intercettazioni: DiPietro si infuria perchè dai reati sono spariti insider trading e aggiotaggio, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo si affretta a dire (link, ore 10 circa) che  ” si e’ trattato solo di un errore di copia, di battitura. Abbiamo gia’ rimandato l’emendamento corretto in commissione Giustizia”. Il giorno stesso, ore 19:28 l’ANSA annuncia:

Il governo, con un emendamento al Ddl intercettazioni, ha riconfermato la legge attuale per quanto riguarda i limiti di ammissibilità. Con una sola eccezione: non si potranno più intercettare i reati di ‘insider trading’ e aggiotaggio.

Ci pigliano per il culo.

Le Parole non valgono, i Numeri si cambiano. Bugie.

Per essere pragmatici, il ddl prevede di ridurre le intercettazioni di tutti i tipi: sia telefoniche sia ambientali.

Di Pietro denunciato per offese al Capo dello Stato, mai avvenute se si fossero solamente ascoltati l’intervento (se lo volete, è qui) su questo strano mezzo quale è Internet. Ma probabilmente neanche vogliono farlo, il signor Dominioni Oreste, il denunciante, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, nome altisonante per una associazione di avvocati. Forse perchè non tutti sanno che il signor Dominioni è l’ex avvocato di Silvio Berlusconi.

Peccato che le Parole non abbiano significato neanche quando le si firma in prima serata su una scrivania in noce gentilmente offerta da Mamma Rai: puoi dire tutto, purchè lo dici da Vespa.

Trapianti suoi, tra i pianti nostri

Nella giornata di ieri c’è stata la manifestazione degli studenti delle scuole di Torino. In questa città non si è mai vista una mobilitazione così massiccia, credo che  il numero fosse (ad occhio e croce, le stime ufficiali/ufficiose non ci saranno mai!) uguale, se non superiore ne momenti clou, a quella di Beppe Grillo di qualche tempo fa in piazza San Carlo.

Brevissima cronistoria: dopo la partenza, alle ore 9.30, di una parte del corteo dal Politecnico (coro più frequente: “noi la crisi non la paghiamo”) arrivo alle 11.30 in piazza Castello dopo la confluenza delle superiori e delle Università con sede in centro. Poi direzione piazza Vittorio Veneto, la piazza più grande d’Europa. Di li poi verso la stazione di Porta nuova: qui c’è stato l’unico momento di tensione quando, passando vicino alla stazione, un cordone di poliziotti in assetto antisommossa hanno sbarrato la strada al corteo, mettendo anche in apprensione i presenti che si son visti l’avanzamento compatto delle forze dell’ordine. In realtà stavano segnalando il percorso autorizzato da seguire ad un’altra parte del corteo che proveniva da dentro la stazione, dopo un breve passaggio sui binari credo. Per quale motivo non si poteva passare? Perchè di li a duecento metri avremmo incrociato la sede torinese del PdL. Non s’ha da fà! E il corteo devia pacificamente per un ultimo giro in centro…Dopodichè, nel primo pomeriggio il corteo s’è sciolto.

Personalmente sono passato davanti alla Questura e al rettorato dell’Università: non si sono registrati ne scontri ne insulti ne azioni dei “facinorosi”.  Qualche coro goliardico del tipo: “Un solo grido ci da fiducia: Gelmini brucia Gelmini brucia”, “Berlusconi facinoroso” ed un cartello meraviglioso che da il titolo a questo post; ma il più importante e sentito è stato: “noi non siamo con un partito!” seguito da un lungo applauso.

“Le manifestazioni non servono a niente”, hanno obiettato nelle alte sfere del potere: non possiamo fare uno sciopero per creare disservizio (a parte le occupazioni) perchè noi non produciamo nessun servizio per il cittadino comune. Però è anche vero che senza la nostra preparazione scolastica tutti gli aspetti della vita del paese futura crolleranno miseramente.

Se l’unica cosa che possiamo fare è far vedere quanti siamo e far capire che siamo in disaccordo, lo facciamo e lo faremo. Semplicemente.

Come si può vedere, in piazza non c’erano bandiere politiche (quelle tre rosse sono di un sindacato mi pare) e la cosa ci ha inorgoglito: hanno descritto il movimento come un insieme di pupi manovrati dalle Sinistre (ma quali sinistre?????), dei ragazzi senza idee che scendono in piazza aizzati da dei “facinorosi”, senza la cognizione di ciò che li aspetta per il futuro.

Ebbene, stando li mi sono accorto dell’esatto contrario: gente preparata, aperta al confronto apolitico ma pronta a lottare per il proprio futuro, genitori preoccupati ed insegnanti con più di un piede nella fossa.

Qualunque cosa venga detta su questa manifestazione pacifica o sul movimento spontaneo studentesco è una menzogna: e chi mente sa di mentire.

La Giusta Protesta

Angelino Alfano ha tenuto ieri una lezione magistrale sul “giusto processo” all’Università Kore di Enna.

Durante l’intervento alcuni studenti sono entrati per protestare la grido di “vergogna, non si tocca la Costituzione“.

Magistrale lezione.

Sono intervenute le forze dell’ordine, i manifestanti (che hanno tentato invano di srotolare uno striscione) sono stati sbattuti fuori.

Sentenzia Alfano:

il diritto alla protesta va sempre accolto, ma anche quello dell’ascolto e il diritto di chi vuole studiare

Nulla a che fare con la protesta di questi giorni per la “riforma Gelmini”, si tratta invece di una chiara manifestazione di dissenso contro la articolo 111, dichiarata incostituzionale una volta ma riproposta e quindi firmata (non poteva far altro) dal Capo dello Stato, che parla appunto del “giusto processo”.

Articolo che è stato definito “blocca processi” per un semplice passaggio che dice:

La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore.

Il problema che questa legge vale dall’entrata in vigore per tutti i processi, anche quelli in corso.

Ho letto un po’ di articoli al riguardo e il caso più eclatante parlava di un certo Mollica, imprenditore, che aveva dato una tangente a Cocilovo, ora deputato parlamentare per il PD. Fatto sta che Mollica è stato processato e condannato per aver confessato la tangente. Dopodiche è entrato in vigore il “giusto processo” e quindi durante il processo a Cocilovo il signor Mollica doveva tornare in tribunale a confermare i fatti raccontati.

Solo che Mollica non si presenta (che Cocilovo gli abbia promesso qualcosa? Direi probabile…) e Cocilovo viene assolto perchè la testimonianza nell’altro processo non è valida per il suo!

Tangentopoli è piena di processi finiti in questo modo (l’articolo 111 è del 1999).

All’Università Kore di Enna si tiene anche il corso di Giurisprudenza: invece di indignarsi per quello che loro dovrebbero difendere, plaudono Alfano e la giustizia creativa.

Vuoi vedere che la Kore (che a ben leggere ha molti punti oscuri come struttura!) è il nuovo nido per i cuccioli del PdL?