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Houston, we have a problem…

Mother EarthLa politica italiana ha raggiunto la velocità di fuga.

Tutto ruota vorticosamente in questi giorni: le decisioni prese in Consiglio dei Ministri, la “questione morale”, il caso Englaro, le inchieste delle procure (Napoli su tutte), i nostri gioielli di famiglia.

La spirale gira…gira talmente veloce che ci ipnotizza. L’unico modo per svegliarsi è abbattere la porta dell’armadio in cui gli scheletri si stanno ammassando.

Ci stanno provando le procure, in un clima che sembra il remake di Tangentopoli. Il Partito Democratico rischia di trasformarsi nel vecchio PSI e da lì probabilmente rinascerà, come la fenice, con un nuovo nome: Forza Italia.

Il garantismo di Berlusconi è bipartisan: liberi tutti! Meglio un PD moribondo che una opposizione dura.

La “questione morale” non si pone nemmeno, come rivelano i sondaggi di dicembre: Lega ed IdV (che prende alla lettera il vecchio detto “meglio soli che male accompagnati”) ai massimi storici, logico sbocco per una sinistra tradita nel voto e che non ci sta, fortunatamente, a perdere.

Con la strada spianata dall’harakiri del PD, il Consiglio dei Ministri continua ad andare a pesca con la dinamite: Giustizia, Istruzione, Semplificazione, Lavoro-Salute-Politiche Sociali e Pubblica Amministrazione si contendono ogni centimetro delle pagine dei giornali in una gara di visibilità senza precedenti.

Scendendo in piazza, non sapremmo neanche per quale motivo; attaccano, per stare sul sicuro,  su tutti i fronti: la Rivoluzione non è cosa per gli Italiani e Silvio lo sa bene.

Mariastella Gelmini ha partorito la sua creatura (link 1 e 2), piena di inesattezze e contraddizioni:  la drastica riduzione degli indirizzi è solo burocratica (ogni istituto dava un nome al proprio corso, niente di più), le ore da 60 minuti tolgono un’ora di studio pomeridiano ai ragazzi (a meno che non si riduca il monte ore complessivo settimanale) e non servono a nulla, gli istituti tecnici avranno un doppio biennio (che diventa così un 2+2+1) con una conseguente doppia scelta di indirizzo (alla faccia della riduzione!), il liceo musicale non può essere “liceo” in quanto questa parola identifica un corso di studi volto a preparare lo studente all’università che in questo ramo non esiste formalmente (infatti si parla di “istituti paritari” nella legge 508 del 21 Dicembre ’99), la possibilità di stage in azienda c’è sempre stata,  degli istituti professionali non si parla più, vengono istituiti dipartimenti di ricerca per le superiori (cose dell’altro mondo!).

Una strano atto di indirizzo ad personam, firmato Maurizio Sacconi ed inviato alla regione Lombardia (guarda caso), si scontra con il diritto Costituzionale ed una sentenza della Corte d’Appello di Milano: il caso Englaro può fare da precedente ed invece di sedersi al tavolo e ragionare con le parti vengono inviatidei moderni “bravi” a dire che non s’ha da fare. La Lombardia, invasa da Comunione e Liberazione , fara come don Abbondio?

Roberto Manidiforbice Calderoli taglia. Semplifica, come una vignetta stampata su una maglietta. Sfoltire fa bene, a patto di lavorare seriamente ed evitare SalvaLeggi perchè s’è tagliato troppo. E quali leggi restano, se ne hanno tagliate 29mila? “Se non voletetutto il malloppo di fotocopie, le troverete da subito sul sito del Ministero”, rassicura i giornalisti il figlio del Padus dallo sguardo vitreo. Sito che però non esiste. Ops!

La perla è però sempre del Cavaliere (del Lavoro, ricordiamolo):

“Io non renderei note queste cose”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato gli ultimi dati diffusi dal centro studi di Confindustria sulla crisi economica, tornando ad invitare alla diffusione di “una maggiore fiducia” per evitare “il circolo vizioso delle profezie negative che si autoavverano”.

fonte: Ansa

Lo stesso giorno in cui Calisto Tanzi viene condannato a 10 anni per il crac Parmalat in cui, oltre al resto, l’ex-patron emiliano è reo di aver nascosto le reali condizioni dell’azienda turbando l’andamento del mercato. Se pensiamo allo Stato come ad una azienda con 60 milioni di azionisti, capiamo subito il parallelo con le parole del Cavaliere.

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