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Solidarietà autoctona

Ma che colpa ne ho io, potrebbe dire il bimbo della foto, se tu sei uno stolto?

In questa crisi finanziaria governi di tutto il mondo non si sono fatti pregare più di tanto nel fornire l’aiuto necessario (per loro) alle banche internazionali. Credo che una celerità così sia encomiabile, direttamente proporzionale a mio avviso con quella con cui hanno tolto i fondi alla ricerca, alla sanità e alle forze del’ordine.

In questa crisi in cui pensi “ah, beh perlomeno ci siamo tolti il problema dell’Alitalia” e poi, se vai a ben leggere, scopri che Colaninno i soldi se li voleva far dare da Lehman Brothers e ti fai la domanda: “e ora da dove li tira fuori?”. E in cuor tuo già sai qual è la risposta…

Insommma, nel periodo classico, che gode di una certa ciclicità storica, in cui paga Pantalone, tra capo e collo arriva la notizia (ripresa anche da Reuters e da RaiNews24) che non avresti mai voluto leggere.

FAO, RISPETTARE IMPEGNI NONOSTANTE CRISI MUTUI – Solo un decimo dei 22 miliardi di dollari promessi dagli Stati sono stati effettivamente messi a disposizione per rispondere all’emergenza alimentare mondiale dopo la conferenza internazionale organizzata dalla Fao a giugno a Roma. E’ stato il direttore generale della Fao, Jaques Diouf, a diffondere il dato in occasione della Giornata Mondiale dell’ Alimentazione 2008, celebratasi quest’anno in tono minore rispetto al passato, incentrando il suo messaggio sulla necessità di portare a termine i progetti intrapresi, nonostante il difficile momento finanziario che sta vivendo l’ economia mondiale. “La crisi alimentare – ha sottolineato Diouf – esiste ancora e se nel 2007 il numero degli affamati è salito in un solo anno di 75 milioni di persone, arrivando a quota 923 milioni, nel 2008 questo numero rischia di salire ancora”

Ansa, 16 Ottobre 2008

Articolo che non ha bisogno di alcun commento.

La solidarietà è l’unica cosa che non si è globalizzata.

Se salvare le banche è un “imperativo“, salvare gli affamati è un “condizionale“?

Io governo

Tu delinqui

Egli non oppone

Noi ridiamo

Voi pagate

Essi muoiono

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Rischio calcolato (al ribasso)

Il vero problema di questo tempo è l’avidità. Se  “no tengo dinero” non acquisto, giusto? Il nostro mondo ci ha dato la possibilità di acquistare “a credito”, ed entro certi limiti è stata una mossa vincente. Il problema dell’economia americana sta tutto qui: se invece di fare un mutuo per, esempio, 50 mila euro, la ti fanno un mutuo per il 100% della casa. Cosa vuol dire? che se la casa costa 150 mila euro, loro te la pagano interamente.

Il dramma sta nella riscossione perchè se il tasso di interesse è simile a quello delle banche italiane devi ridargliene 200mila euro, o giù di li. Ma un operaio neanche in due vite vede tanti soldi, e quindi che fa? Viene dichiarato insolvente. Ha fatto il passo più lungo della gamba.

Se non hai i soldi per pagare, ti espropriano la casa. E fin li stiamo nella normalità. Hai fatto la cazzata, ora la paghi. Dove sta l’inghippo per la banca, alla quale basterebbe rivendere la casa per rientrare dei soldi persi? Che la banca ha letteralmente “venduto” il mutuo ad un’altra persona, attraverso la complicata macchina finanziaria dei “prodotti derivati“. Cosa sono?

Brevemente, il tizio A ha un mutuo con la banca. Il tizio B va in banca e “scommette” una certa cifra sul fatto che questa persona riesca a pagare. Può essere al rialzo o al ribasso.

Se punta al rialzo vuol dire che se A riesce a pagare allora B guadagna. Altrimenti se A non riesce a pagare B perde (e la banca è felice perchè si tiene i soldi di B).

Se punta sul ribasso vuol dire che se A paga, B perde (e la banca incassa sia i soldi di A che di B), ma se A non paga B vince (e la banca perde i soldi di A e di B).

In sostanza vendono a B una cosa che non esiste, ovvero il rischio.

I derivati sono i Futures, i Swap, la Options e le Obbligazioni. Ognuno ha forme diverse, ma tutti si basano sull’idea del rischio.

Spero di essere riuscito a chiarire un po’ le idee, un riassunto si trova qui.

Ora, facendo un passaggio logico, il problema delle borse europee sta proprio in questo: se le banche americane stanno perdendo, le banche europee e mondiali crollano di conseguenza.

Il fatto è che Unicredit, ad esempio, ha delle azioni di Lehman Brothers. Quest’ultima cade, le sue azioni precipitano, e Unicredit perde sul valore delle azioni che lei ossiede, come un investitore qualunque!!! Se, perdipù, ad esempio, qualcuno ha fatto dei prodotti derivati sul fatto che Lehman Brothers cadesse, Unicredit si trova a perdere soldi sulle azioni e deve pagare il suo debito con chi ha fatto i prodotti derivati al ribasso!

Moltiplicate questo giochetto per tutte le banche, per tutti gli investitori ecc ecc.

Moltiplicate per tutti i tipi di derivati che esistono.

Moltiplicate il tutto per il numero di aziende che investono (speculano) in borsa.

Chiaro che ogni giorno ogni banca perde i miliardi…

Un ragazzo inglese ieri sera ha raccontato la sua esperienza: mentre Unicredit (ad esempio) puntava al rialzo di Lehman Brothers lui puntava al ribasso. E’ diventato milionario. I giornalisti economici de “il Giornale” e “il corriere della sera” gli hanno chiesto se questo suo “giocare in borsa” crea qualcosa di nuovo, alludendo al fatto che lui è stato “bravo” a giocare sulla perdita delle banche internazionali (e a ballare sui loro cadaveri).

Lui, flemmaticamente, ha risposto: “se sono così ricco vuol dire che sono stato bravo”.

Lui è uno dei pochi investitori che non si è fidato delle banche e ha fatto di testa sua. Il risultato è che Unicredit faceva investire al rialzo a luglio mentre si sapeva già da febbraio che Lehman Brother sarebbe fallita.

Ieri Mediobanca è entrata a fare da Advisor per lo stato italiano, ovvero insieme a BankItalia diventa base solida della liquidità del paese. Strano, visto che il suo ad, Cesare Geronzi, è un industriale coi fiocchi. Leggete Wikipedia per sapere chi è ed l suo curriculum. Ieri su ANSA (purtroppo non riesco più a trovarlo, se ci riuscite linkate nei commenti) c’era un banner pubblicitario di MedioBanca che recitava più o meno così: “la storia insegna che dpo ogni grande crisi c’è la ripresa. Questo è il momento di investire”.

Dubbio: non è che ci chiedono di investire con loro perchè hanno un buco che vogliono coprire prima che qualcuno lo scopra? Così addio al ruolo di advisor?

PS: l’Islanda è in bancarotta

PPS: se ho scritto stupidaggini (non sono un economista, può essere benissimo,cercavo solo di chiarire alcune idee) correggetemi in un commento, grazie!!!!

Recedere la recessione

Le banche del mondo iniettano liquidità sul mercato per far fronte alla crisi, decine di miliardi di dollari al giorno. Recessione nel 2008, dice Confindustria. Crescita zero (se va bene…).

Prezzi alle stelle, calano i consumi. Il petrolio crolla ma la benzina no. Mutui che schizzano. La gente ritira i soldi dalle banche (Argentina insegna).

Cade quindi a fagiuolo l’uscita di stamane di Giulio Tremonti, noto economista (!?) laureato in Giurisprudenza (tristezza…):

Tacete economisti! […] le uniche previsioni precise sono quelle statistiche. Per il resto, di previsioni precise, a questa altezza di tempo vedo solo quelle retroattive

Come a dire: si è vero, stiamo andando a picco…ma non ditelo in giro!

Il ministro ha poi ricordato la frase di Carl Schmitt quando, dopo la guerra, rifletteva sugli errori fatti dalla Germania e disse “Tacete giuristi”. “In uno scenario meno drammatico – sono le parole di Tremonti – oggi io dico ‘Tacete economisti”‘

RaiNews24

Tremonti si rifà a Carl Schmitt e al suo pensiero…

Come giurista e studioso è uno dei più noti, ma anche discussi, teorici tedeschi di diritto pubblico e internazionale. Le sue idee hanno attratto e continuano ad attrarre l’attenzione di molti filosofi e studiosi di politica, tra cui Walter Benjamin, Leo Strauss, Jacques Derrida, Gianfranco Miglio, Giorgio Agamben.
[…] Il suo pensiero, le cui radici affondano nella religione cattolica, ruotò attorno alle questioni del potere, della violenza e dell’attuazione del diritto.
[…] Schmitt oggi viene certamente descritto come un “terribile giurista”, un teorico discusso e ostile alle democrazie liberali, ma è allo stesso tempo indicato come un “classico del pensiero politico”.
In Italia, dopo un periodo di diffidenza dovuta ai suoi legami con il nazismo, il suo pensiero è ricorrentemente oggetto di attenzione […].

fonte: wiki

Non è il personaggio più indicato a cui rifarsi…

Fate poi conto che Gianfranco Miglio è considerato l’ideatore della Lega Nord…

Ritornando al discorso recessione, invece di chiacchiere c’è bisogno di soldi, giusto? Quindi mi pare logico che, in questo momento di mancata liquidità mondiale noi buttiamo soldi pubblici in Alitalia, nell’avviare una politica energetica vecchia e ripristiamo un progetto poco oneroso come quello del Ponte sullo Stretto di Messina…

Magari, più oculatamente, potremmo fare le formichine su alcuni aspetti e rimboccarci le maniche.

Infatti, altra uscita di Tremonti:

Ciò che serve, secondo il ministro, sono regole che “vietino i contratti speculativi, i paradisi legali, gli strumenti atipici, i bilanci opachi”. Per questo al G8 italiano del gennaio dell’anno prossimo “‘proporremo – anticipa Tremonti – la specifica elencazione di un catalogo di regole mirate a costruire un nuovo e più rigoroso e morale ambiente giuridico”.

RaiNews24

e inneggia al “il ritorno al manifatturiero”. Parole sue. Nel 2008, globalizzazione, Cina avanza, competitività, ecc.. e lui ritorna al manifatturiero.

Questa classe politica (sinistra e destra) che ha sfasciato l’Università dando la possibilità ad asini cronici di continuare con il 3+2, abbassando nettamente la qualità della preparazione e della specializzazione.

E poi, gli hanno detto che il suo caro Berlusconi vive e gigioneggia tra paradisi fiscali vari (Cayman e Svizzera in primis) e lui, a causa dei “bilanci opachi” (ha fatto sparire 2 miliardi di euro dalle casse dello Stato) , è stato cacciato su pressione di Gianfranco Fini, dal precedente governo Berlusconi???

Come dire: già galleggiamo nella me*da, evitiamo di fare l’onda.

Ps: Il commissario alla sicurezza europeo Barrot ha definito l’aggravante di clandestinità discriminatoria e viola il diritto della UE. Ma va? (link)


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