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133: La Lavagna Non Basta

La protesta studentesca continua contro la Legge 133/2008 della Gelmini. Come oramai sanno tutti, non si tratta di mestro unico e grembiulini, specchietto per allodole, ma di soldi sonanti.

Chi frequenta l’Università vera, non quella che ha in testa il Governo, sa che di sprechi ce ne sono ben pochi, di strutture pochissime, di soldi pure, di opportunità ben che meno.

La manifestazione sta proprio qui: manifestare a chi comanda che sbaglia di grosso nel tagliare i fondi del 20%.

Modi e tempi possono essere discutibili. Ma se chi (come me) ha vissuto, secondo il Governo, in tempo di “vacche grasse” gravi disagi nell’insegnamento (laboratori chiusi o vecchi, riscaldamenti ad intermittenza per risparmiare, ricerca senza fondi, aule inadeguate ne bene e nel male), già si immagina come potrà essere in tempo di “vacche magre”, situazione tutt’altro che lontana.

Appelli a profusione di “pugno duro” che alimentano il fuoco. Appelli a profusione di “state calmi” che fanno incazzare.

A Veltro’, la legge è passata da ‘n pezzo, ‘azzo stai a dì: ma quanno te svegli?

In questo clima simpaticissimo, ti fai due conti e pensi: vabbè, questi soldi li hanno risparmiati, tiriamo avanti una situazione finanziaria che zoppica e poi si vedrà.

Sarebbe anche un discorso che fila. Come al solito ci sono i però.

Uno dei però che saltano all’occhio sono i 20 milioni di euro stanziati per comperare 10.000 “lavagne interattive multimediali” (Lim).

Dal momento che la matematica non è un opinione, 20milioni/10mila= 2.000 euro a lavagna.

I conti sono presto fatti: in una città come Verona (solo il centro) ci saranno almeno una ventina di scuole medie (nell’elenco Rosani, King e Giovanni XIII sono 3 scuole diverse!). Per ogni scuola ci saranno almeno 3 classi (1°A, 2°A, 3°A) e un paio di sezioni (A e B). Dal momento che le lavagne sono sì mobili, ma bisogna installare il proiettore, ce ne vorrà almeno una per classe. Mettiamo che si organizzino, ce ne vuole almeno una per sezione.

20 x 2 = 40.

I capoluoghi di provincia, di cui Verona è una buona media come numero di abitanti, sono 118.

40 x 118=4720.

E sono capoluoghi di provincia!!! Quindi ci sono anche scuole in provincia (ricordo che ho fatto il conto di 20 scuole solo nel centro di Verona). Presupponiamo, stima eccessivamente per difetto, che ci siano 20 scuole per provincia.

Qui o al ministero dell’Istruzione non sanno fare i conti o c’è l’imbroglio. Anche facendo il conto di una sola lavagna per scuola, sarebbero 2.360 le lavagne da installare…

Per prova del 9 sono andato sul sito del Ministero dell’Istruzione. C’è un motore di ricerca e se si inserisce nella tipologia “scuola secondaria di I ordine” il risultato è quello aspettato: 7.200 istituti. Anche se si mettesse una sola lavagna per istituto, 5.200 sarebbero penalizzati.

Erano quindi proprio necessario spendere 20 milioni di euro in una cosa palesemente inutile, o quantomeno in un progetto fuori portata?

PS: le lavagne installate dovrebbero essere queste (link). PResupponendo che non vogliono fare diventare tutti i bambini miopi, la lavagna scelta credo sia quella da 77 pollici (link) con un prezzo che sia aggira intorno ad € 2.172,80 (Iva esclusa), 2.500 euro totali. E questo è il prezzo per il pubblico: mi domando come uno Stato non riesca ad avere dei prezzi vantaggiosissimi su questo genere di oggetto.

Più o meno per lo stesso motivo con cui le tecnologie per le intercettazioni telefoniche lo Stato le affitta ogni anno invece di comprarle. Il costo di suddette tecnologie, affermano le forze dell’ordine, verrebbe ammortizzato in mesi 6. Pazzesco.

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