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Eruzioni cutanee

Elezioni europeeEruzioni cutanee sono il risultato dell’indigestione di chiacchiere propinateci ogni giorno.

Davanti al teleschermo, milioni di italiani inveiscono questo e quell’altro. “Perchè ci pigliano per il culo?”

E perchè non dovrebbero! Qualunque cosa facciano, dicano o pensino non ci intacca minimamente.

Le parole di destra, le parole di sinistra: come direbbe Gaber.

Ed intanto schiere di giornalisti, che non si piacciono più nel ruolo di informatori si buttano in politica, a bomba senza paracadute. Poco incisivi. Per niente credibili. Chi pagati, chi per protagonismo, pochi per idee.

Quelli che restano al servizio dei media raccontano dei giornali europei che, periodicamente, ricordano a mondo (meno che all’Italia, che è di scarsa memoria) chi è il nostro premier. “Un pericolo per l’Italia” (Financial Times), “Berlusconi impunito” (El Pais), “un’adolescente lo fara’ cadere?‎” (The  Indipendent).

Franceschini cavalca a briglie sciolte la notizia, decisamente alla frutta: quasi peggio del suo predecessore. “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?” è il suo dilemma, scatenando la reazione dei figli del Silvio: “vergogna” (parola che sta nell’abbecedario di Arcore, evidentemente), rispondono gli scarrafoni del premier.

Fiocco rosa per Fini: terzo figlio, il secondo fuori dal matrimonio… uhm… ma divorziare, fare figli fuori dal matrimonio… non era peccato?!?! Ci risponde la “Carta dei Valori” del Pdl:

Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo, sono le fondamenta della nostra visione della società.

A parte il fatto che Illuminismo si scrive con la maiuscola, a parte che quel movimento muoveva critica nei confronti della religione, a parte che non è ben chiaro qual è la “parte migliore”… le radici in casa Fini (e non solo) sono proprio profonde.

Il “termovalorizzatore” di Acerra (termine stupido, meglio inceneritore: i monaci tibetani si termovalorizzavano forse?), punta di diamante della scorsa campagna elettorale di chi sappiamo, ha sforato il limite di Pm10 (polveri sottili) per ben 15 volte nei due mesi di attività. Il limite annuale è 35 volte: di questo passo ci arriveranno ben prima… E i napoletani intanto respirano, respirano…

Da una ricerca condotta dall’ Utilitatis emerge che, se da un lato l’acqua italiana è la meno cara del mondo (bevetela quindi, se potete), dall’altro c’è emergenza fognature e depuratori. Con dei dati disastrosi, per un paese europeo. Nel “Blue Book” si legge, infatti

È un dato noto che in Italia la politica abbia portato, demagogicamente, a considerare l’acqua, a differenza di altri servizi pubblici locali, un servizio gratuito e senza costi per l’utente. Oltretutto contravvenendo al fatto che l’acqua è invece una risorsa preziosa e scarsa e quindi svalutandola se ne favorisce lo spreco, come in effetti avviene. La realtà è che per decenni i costi di gestione degli acquedotti sono stati mascherati all’interno di altre imposte

La ricerca è stata presentata a Bari, in una regione che è in costante emergenza idrica dove il presidente della regione Nicky Vendola (Sinistra e Libertà) non ha fatto certo meglio del predecessore Raffaele Fitto il quale, checchè ne dica la Carlucci!, è pluriindagato (corruzione, falso, illecito finanziamento ai partiti, concorso in turbativa d’asta e di interesse privato) ed è stato con merito promosso a ministro nell’attuale governo.

Vi sembra il caso di farci venire un’altra eruzione cutanea?

PS: ricordatevi che PD e UdC non hanno firmato la mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi, costringendo l’IdV a ritirarla. Mancavano 63 firme, un numero facilmente raggiugibile se i due partiti votavano. Facciamoci qualche domanda sulla conduzione di questa “opposizione”.

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Il Bagaglino culturale dell’Italia

bagaglinoSale il sipario a SanRemo, scende su tutto il resto d’Italia.

Possibile che i soldi al conduttore, mal riposti viste le gag e le scelte artistiche di dubbio gusto (per una volta si può dire che le canzoni sono protagoniste, nel bene e nel male), cancellino l’intera giornata di notizie a susseguirsi?

Vittoria in Sardegna, condanna a Mills, dimissioni di Berlusconi, Festival.

Non capisco se sia un climax ascendente o discendente.

Scusate, ho scritto Berlusconi al posto di Veltroni. Mi pareva che la frase seguisse meglio un filo logico in quel modo.

All’Idv ricordo che qui svolgiamo attivita’ parlamentare. Grazie a questa attivita’ ricordiamo la nostra straordinaria vittoria di ieri in Sardegna con dieci punti di scarto sul governatore della sinistra uscente. Noi cosi’ facciamo politica, non con le sentenze di primo grado.

Giuseppe Consolo, PdL (ANSA)

Possibile che valga di più una vittoria elettorale della fedina penale o della moralità? Ma  è una moralità di primo grado, suvvia.

Berlusconi corruttore? Lo possiamo dire? “E’ solo il primo grado”. Quindi? Omissis.

Elezioni in Sardegna, vince del 9/10% il centrodestra (nome candidato: n.p.) contro Soru. UdC si schiera col Cavaliere: “atto di coerenza”, spiega Casini (tra l’ilarità generale). Con il suo 9,31% di voti l’UdC è stata più che determinante per la vittoria del centrodestra (la situazione sarebbe inffatti ribaltata se ci fossero le stesse alleanze dell’opposiizone parlamentare). Che sia la testa di ponte per rientrare al Governo? I “casinari” fugano ogni dubbio:

Il Pdl dovrebbe riflettere, a livello nazionale, sul voto sardo – continua Capelli -. L’Udc ha fatto una scelta coerente e opportuna e una possibile alleanza anche a Roma mi vedrebbe favorevole. Noi siamo alleati affidabili.

Il Tempo

Ora potrà nascere senza problemi SilvioLandia: Soru gli aveva messo i bastoni fra le ruote introducendo un piano regolatore per le coste (dove ha casualmente una villa-parco Silvio con sbocco privato sul mare), le tasse sul lusso (seconda casa dei non residenti, imbarcazioni più di 14 metri, aeromoili privati) e lo sputtanamento della precedente giunta di centrodestra in cui fu scoperto un buco di 4 miliardi di euro nel bilancio.

Sapete chi era Assessore al Bilancio? Esatto, Ugo Cappellacci, l’attuale governatore neoeletto.

Cabaret.  Sembra il Bagaglino ma purtroppo siamo a  San Remo:

“tu sei uomo? No sai, perchè al giorno d’oggi non si sa mai…”

“mi aiuti, per Paul è la prima volta…” “Ma perchè la prima volta sua la deve fa’ proprio con me?”

Mi sembrano le frasi giuste nella serata della contestazione del brano di Povia.

Per fortuna, come dice Grillo, ci sono i comici a spiegare le cose:

gli omosessuali sono stati perseguitati perchè amavano un’altra persona: non c’è delitto più infame

ricorda Benigni. Finalmente.

Sparare sulla Falce Rossa

giorgio-napolitano-pciLe manie di grandezza perseguitano sempre Mazzarò.

Di Pietro insulta Napolitano? “Anch’io!” grida dal loggione (o seggiolone?).

E si lancia nei suoi monologhi che fanno impallidire.

Ora io mi chiedo: tramite un tuo discepolo stai facendo un’azione legale a uno che ha insultato il Capo dello Stato? Cerca di farti bello e non cadere inciampando sui tuoi piedi.

Ma lui è più forte di tutto, anche di sé stesso, e dichiara:

Non c’é mai stata una presunta superiorità della sinistra che per anni ha vissuto in Italia grazie ai rubli sporchi di sangue dell’Unione Sovietica. Oggi si é dimostrato come alcuni personaggi non sanno nemmeno dove sta di casa la moralità.

Silvio Berlusconi, ANSA

Ma chi glieli scrive i discorsi? Capezzone?

A parte l’aberrante frase seguente in cui Berlusconi dice che

i giudici devono fare i giudici perché sono un ordine dello Stato e non un potere

dimostrando di non conoscere niente dello Stato (laureato in Giurisprudenza!!!), spiegate a questi signori chi è il nostro Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a cui difesa si sono erti gli scudi di tutto l’emiciclo.

Napolitano è uno dei più alti esponenti del  PCI, il Partito Comunista Italiano.

D’altro canto il rapporto del PCI con l’URSS è, ancora oggi, al centro del giudizio degli storici. È certo però che il Partito è stato per un lungo periodo sovvenzionato notevolmente dai sovietici: ex dirigenti del partito hanno spiegato, dopo il dissolvimento dell’Unione Sovietica, in che modo e in quale quantità ricevessero tali sovvenzioni.

“rapporti del PCI con l’URSS”, Wikipedia

Alla luce di questo stralcio preso dalla pagina che parla del PCI su Wikipedia, si vorrebbe forse dire che Napolitano, facente parte degli alti esponenti di partito, “viveva grazie ai rubli sporchi di sangue”?

Provate ora a paragonarlo (trovate tutto il pezzo incriminato qui) alla frase di DiPietro:

Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un’altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio.

Sorvolando sull’ignoranza dell’italiano non dell’esponente dell’IdV (stavolta) ma su quella di chi lo accusa (“non vogliamo rimanere in silenzio” prevede un “noi” come soggetto  e non Napolitano), ditemi chi può scagliare la prima pietra.

Lettere e Numeri

intercettazioni, vignetta di VauroLe Lettere formano parole, le parole frasi, le frasi discorsi e i discorsi bugie.

I Numeri formano dati, i dati informazioni, le informazioni sistemi e i sistemi bugie.

Le Lettere e i Numeri forniti in questi giorni formano solamente bugie. Ma ci possono anche far capire chi mente. Se non riusciamo nemmeno a distinguere le parole messe nero su bianco o un numero incontrovertibile, direi che il dibattito sulle intercettazioni finisce esattamente qui.

Mi sono imbattuto per caso in una trasmissione serale su una emittente locale (credo) piemontese, tal “VP”, in cui erano ospiti Gioacchino Genchi, il tecnico delle intercettazioni su tutti i giornali in questi giorni, Peter Gomez, giornalista de “L’Espresso”, Gaetano Pecorella, parlamentare e avvocato PdL, Leoluca Orlando, parlamentare idV ed ex-sindaco di Palermo ed altri.

Ne è venuto fuori un quadro sconcertante della realtà: i numeri che ci sono sui giornali sono falsi, i fatti raccontati sui giornali sono falsi, si usa questa vicenda dell’archivio di Genchi come pretesto per la legge contro le intercettazioni.

Pecorella, furbacchione, ha tentato in tutti i modi di far dire a Genchi chi sono le persone che lo vogliono incastrare e perchè i ROS avrebbero falsificato i dati (Genchi invece ha detto che i dati sono stati mal interpretati) sapendo perfettamente che se gli fosse sfuggito qualcosa Genchi avrebbe pagato penalmente le affermazioni come violazione del segreto istruttorio.

Genchi non ha abboccato e Pecorella gli ha detto che svia le risposte. Da che pulpito.

Si parla di intercettazioni mentre Genchi riferisce altre cose: si tratta solamente di tabulati utili per creare connessioni tra le persone. Infatti, secondo il tecnico, nessuna intercettazione era stata realmente effettuata nella vicenda “Why Not“, indagine avocata a De Magistris con cui collaborava appunto Genchi.

Ma non finisce qui. Racconta infatti che tutto il clamore attorna alla vicenda De Magistris parte da appena 759 tabulati. Per ogni persona ci sono più tabulati, una per ogni numero di telefono. Questi aumentano di numero, a quel che si è capito, solo dal momento in cui avviene la fuga di notizie, interna alla procura di Catanzaro, sull’omicidio Fortugno e la strage di Duisburg. Per vederci più chiaro di come fu possibile questa fuga di notizie,  cominciarono a fare indagini più ampie ma furono subito fermati. Denunciò a Caserta i fatti, Caserta chiese a Catanzaro i tabulati per verificare e Catanzaro negò l’autorizzazione. Da lì la fantomatica “guerra fra procure”.

Ora l’orizzonte è quindi fosco: se sulle pagine dei giornali lo attaccano (“il piu’ grande scandalo della storia della Repubblica” dice Silvio, dimenticando Tangentopoli, per citarne solo uno) lui scopre le carte e rilancia:

Forse sono altri che danno scandalo – dice in una intervista al Secolo XIX – ad esempio quel parlamentare che ha intestato a suo nome decine di schede telefoniche e le ha distribuite ai suoi conoscenti. Schede che giravano per tutta la Calabria e che non si potevano controllare, perche’ erano coperte dal segreto parlamentare”. Circa l’identita’ di questo parlamentare Genchi dice di essere pronto a rivelarla ”non appena la Commissione Antimafia mi convochera”’. L’ex funzionario di polizia sostiene che ”c’e’ la prova provata” che non sia stato il parlamantare ad usare il telefono perche’ ”ha partecipato a una votazione in Parlamento. E non poteva essere coperto da un ”pianista”, perche’ era una votazione ad appello nominale. Eppure, mentre lui era a Roma a votare, altre schede telefoniche a suo nome avevano contatti inquietanti in Calabria. Ma non si sarebbero mai potute intercettare se non chiedendo l’autorizzazione alla sua Camera. Come dire? A quel punto non sarebbe servito a nulla”.

Gioacchino Genchi

La politica risponde a tutto questo con emendamenti al ddl sulle intercettazioni: DiPietro si infuria perchè dai reati sono spariti insider trading e aggiotaggio, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo si affretta a dire (link, ore 10 circa) che  ” si e’ trattato solo di un errore di copia, di battitura. Abbiamo gia’ rimandato l’emendamento corretto in commissione Giustizia”. Il giorno stesso, ore 19:28 l’ANSA annuncia:

Il governo, con un emendamento al Ddl intercettazioni, ha riconfermato la legge attuale per quanto riguarda i limiti di ammissibilità. Con una sola eccezione: non si potranno più intercettare i reati di ‘insider trading’ e aggiotaggio.

Ci pigliano per il culo.

Le Parole non valgono, i Numeri si cambiano. Bugie.

Per essere pragmatici, il ddl prevede di ridurre le intercettazioni di tutti i tipi: sia telefoniche sia ambientali.

Di Pietro denunciato per offese al Capo dello Stato, mai avvenute se si fossero solamente ascoltati l’intervento (se lo volete, è qui) su questo strano mezzo quale è Internet. Ma probabilmente neanche vogliono farlo, il signor Dominioni Oreste, il denunciante, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, nome altisonante per una associazione di avvocati. Forse perchè non tutti sanno che il signor Dominioni è l’ex avvocato di Silvio Berlusconi.

Peccato che le Parole non abbiano significato neanche quando le si firma in prima serata su una scrivania in noce gentilmente offerta da Mamma Rai: puoi dire tutto, purchè lo dici da Vespa.

Ma t’ascolti quando parli?

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Ci danno sempre spunti, è più forte di loro.

Parlarne bene o parlarne male purchè se ne parli.

Superano il limite della stupidità umana, come sosteneva Einstein.

Il numero delle fandonie  giornaliere cresce ad un ritmo insostenibile per chi, come me, cerca di districarsi un pochino.

La Fiat l’abbiamo pagata già tante volte per dover reintervenire e non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili.

Roberto Calderoli, ANSA

In cosa FIAT differisce da Alitalia?

“Ho citato il presidente solo per lo striscione fatto ritirare dalla polizia, nulla di più”, continua Di Pietro. “Per una volta raccontatela giusta…”, aggiunge il leader dell’Italia dei Valori che nel suo intervento aveva esplicitamente fatto riferimento al Prefetto di Roma e alle sue disposizioni che aveva portato a far ritirare lo striscione. Di questo fatto nessuno si era accorto prima dell’intervento di Di Pietro che infatti aveva esordito dicendo: “Ora vi rivelo che…”, citando poi l’episodio.

ANSA

Molto professionali. Solo ANSA pare essere tornata sui suoi passi come si legge in questo stralcio. Agli altri la polemica fa sempre comodo. E poi da quando in qua la polizia può togliere degli striscioni di dissenso politico? Non l’hanno mai fatto neanche nelle migliori performance della Lega Nord…

Mamma mia dammi cento lire…

centolireMi sono preso una vacanza mentale!

Ieri è stata una giornata storica, davvero commovente. Un bel discorso, seguito con trepidazione da molti.

Ovviamente sto parlando di Kakà, che ha deciso di restare al Milan. I soldi non sono tutto, ha detto: per il dispiacere di Silvio che, con il suo classico stile, aveva già accettato l’offerta milionaria ma poi ha ritrattato dicendo che era contento della scelta del giocatore.

Obama ha fatto un discorso tenue, direi color pastello. Molti cambiamenti ma non abbastanza, discontinuità ma non troppo, ha detto cose per il futuro in questo mondo di vecchi. Bel discorso, coraggioso in alcuni punti, anche se mi aspettavo sinceramente di più.  Non dico un “I have a dream”, ma qualcosa di forte da ricordare, da scrivere sui libri di storia magari.  Mentre il nuovo presidente USA giurava, La7 trasmetteva in diretta, Rai2 e Rai3 facevano uno speciale sull’evento, Rai1 aveva la “Vita in diretta” (il classico “contenitore”, di vuoto), su Rete4 c’era uno spaghetti western, su Canale5 il Grande Fratello e su Italia1 la pubblicità. Giuro, ho fatto zapping.

Di Pietro e la questione morale dell’IdV: campagna denigratoria dalle prime pagine de “il Giornale” (è la terza, e dico la terza, che parte su quel quotidiano contro l’ex PM) che si rivela una “bufala“, parole di Vittorio Feltri il quale decreta conclusa la vicenda e che Tonino ha chiarito tutto ed è immacolato. Peccato che l’aveva già deciso il tribunale nel marzo 2008, archiviando proprio quelle inchieste a cui faceva riferimento il giornale della famiglia Berlusconi. Il figlio indagato? “Continuate ad indagare a fondo”, ribadisce Tonino. Linea che non viene tenuta solitamente da tutti gli esponenti politici… Infine, Di Pietro senior non è indagato in effetti, quindi cosa c’entra lui se il figlio ha commesso veramente qualche reato?

Due casi molto simili, a mio parere, li abbiamo invece proprio dentro i dicasteri.

Indagato il ministro Sacconi per il caso Englaro: con la lettera che ha inviato alle cliniche minacciandole, alla fin fine, di chiusura se avessero portato a termine la sentenza del tribunale. “Non mi farò intimidire”, replica il ministro, non cogliendo il fatto che è proprio per intimidazione che è indagato lui.

Alfano, ministro (ahah) della Giustizia con una lettera invita il CSM a prendere provvedimenti nei confronti di alcuni PM. E il CSM esegue. “Poche ore dopo il Riesame di Salerno, unico tribunale abilitato a giudicare il merito del sequestro delle carte Why Not, lo conferma in toto” (fonte: VoglioScendere.it) e quindi i PM avevano ragione. La decisione del CSM è stata revocata? Certo che no!

Questi sono due casi paralleli in cui un ministro va contro le decisioni prese dal Tribunale e usa il suo potere per indurre qualcuno a comportarsi come vuole lui (lui chi? non siate ingenui!). Il vero problema è che ci dovrebbe essere la separazione dei poteri tre politica e magistratura, e qui non viene minimamente rispettato. Un incrocio pericoloso che crea dei precedenti: nessun ministro s’era mai permesso tanto.

Una domanda: perchè dire che forse Israele non è stata proprio oculata nella capagna militare a Gaza è da antisemita, comunista, antidemocratico ecc ecc ecc? Per quanto motivata sia stata l’azione militare, Israele ha fallito a Gaza: non c’è dubbio! Hamas è scappata, la popolazione ha subìto. Non c’è niente di strano nel dire che non è stata una guerra (“contrasto […] fra Stati”, Zingarelli) ma un genocidio (“tentativo di distruggere tutto o in parte un gruppo nazionale [..]”, sempre Zingarelli). Se le parole vogliono ancora dire qualcosa.

Infine: se l’operaio Gino della FIAT resta a casa, non ha i soldi per prendersi il televisore. La fabbrica di televisori chiude se nessuno compra e gli operai non hanno soldi per comperarsi il pane. Il panettiere chiude se nessuno compra il pane, e di conseguenza non potrà più comperarsi la FIAT CUBO per fare le consegne. Se non può comperarsi la FIAT CUBO, la FIAT chiude e così Gino resta ancora a casa. Se Gino, nonstante sia a casa, invece di prendere 500 euro di cassa integrazione ne prende 1000, in due mesi riesce a comperarsi la tv nuova e poi via con l’effetto domino sulle altre categorie…è così tanto complicato?

PS: ieri sera a Ballarò Bersani ha detto, più o meno: “Obama dice bene. Bisogna togliere a chi ne ha e dare a chi non ne ha. Più tasse ai ricchi, partendo dai politici in su, e intanto racimoliamo qualcosa da redistribuire”. Fitto, sottosegretario a ‘sta minchia credo, gli ha gridato “QUESTA E’ DEMAGOGIA!” una decina di volte di seguito, schiacciato dagli applausi. Demagogia, caro Fitto, vuol dire “Arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili” (fonte: Zingarelli). Vorrebbe dirci  che è “difficilmente realizzabile”? Ha paura, per caso, di perdere l’elettorato che l’ha votato? Suvvia, sia ragionevole: se fate un provvedimento in tal senso perde il 3% di gente abbiente e si guadagna il consenso del 97% che abbiente proprio non è. O ci sono altre motivazioni?

Houston, we have a problem…

Mother EarthLa politica italiana ha raggiunto la velocità di fuga.

Tutto ruota vorticosamente in questi giorni: le decisioni prese in Consiglio dei Ministri, la “questione morale”, il caso Englaro, le inchieste delle procure (Napoli su tutte), i nostri gioielli di famiglia.

La spirale gira…gira talmente veloce che ci ipnotizza. L’unico modo per svegliarsi è abbattere la porta dell’armadio in cui gli scheletri si stanno ammassando.

Ci stanno provando le procure, in un clima che sembra il remake di Tangentopoli. Il Partito Democratico rischia di trasformarsi nel vecchio PSI e da lì probabilmente rinascerà, come la fenice, con un nuovo nome: Forza Italia.

Il garantismo di Berlusconi è bipartisan: liberi tutti! Meglio un PD moribondo che una opposizione dura.

La “questione morale” non si pone nemmeno, come rivelano i sondaggi di dicembre: Lega ed IdV (che prende alla lettera il vecchio detto “meglio soli che male accompagnati”) ai massimi storici, logico sbocco per una sinistra tradita nel voto e che non ci sta, fortunatamente, a perdere.

Con la strada spianata dall’harakiri del PD, il Consiglio dei Ministri continua ad andare a pesca con la dinamite: Giustizia, Istruzione, Semplificazione, Lavoro-Salute-Politiche Sociali e Pubblica Amministrazione si contendono ogni centimetro delle pagine dei giornali in una gara di visibilità senza precedenti.

Scendendo in piazza, non sapremmo neanche per quale motivo; attaccano, per stare sul sicuro,  su tutti i fronti: la Rivoluzione non è cosa per gli Italiani e Silvio lo sa bene.

Mariastella Gelmini ha partorito la sua creatura (link 1 e 2), piena di inesattezze e contraddizioni:  la drastica riduzione degli indirizzi è solo burocratica (ogni istituto dava un nome al proprio corso, niente di più), le ore da 60 minuti tolgono un’ora di studio pomeridiano ai ragazzi (a meno che non si riduca il monte ore complessivo settimanale) e non servono a nulla, gli istituti tecnici avranno un doppio biennio (che diventa così un 2+2+1) con una conseguente doppia scelta di indirizzo (alla faccia della riduzione!), il liceo musicale non può essere “liceo” in quanto questa parola identifica un corso di studi volto a preparare lo studente all’università che in questo ramo non esiste formalmente (infatti si parla di “istituti paritari” nella legge 508 del 21 Dicembre ’99), la possibilità di stage in azienda c’è sempre stata,  degli istituti professionali non si parla più, vengono istituiti dipartimenti di ricerca per le superiori (cose dell’altro mondo!).

Una strano atto di indirizzo ad personam, firmato Maurizio Sacconi ed inviato alla regione Lombardia (guarda caso), si scontra con il diritto Costituzionale ed una sentenza della Corte d’Appello di Milano: il caso Englaro può fare da precedente ed invece di sedersi al tavolo e ragionare con le parti vengono inviatidei moderni “bravi” a dire che non s’ha da fare. La Lombardia, invasa da Comunione e Liberazione , fara come don Abbondio?

Roberto Manidiforbice Calderoli taglia. Semplifica, come una vignetta stampata su una maglietta. Sfoltire fa bene, a patto di lavorare seriamente ed evitare SalvaLeggi perchè s’è tagliato troppo. E quali leggi restano, se ne hanno tagliate 29mila? “Se non voletetutto il malloppo di fotocopie, le troverete da subito sul sito del Ministero”, rassicura i giornalisti il figlio del Padus dallo sguardo vitreo. Sito che però non esiste. Ops!

La perla è però sempre del Cavaliere (del Lavoro, ricordiamolo):

“Io non renderei note queste cose”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato gli ultimi dati diffusi dal centro studi di Confindustria sulla crisi economica, tornando ad invitare alla diffusione di “una maggiore fiducia” per evitare “il circolo vizioso delle profezie negative che si autoavverano”.

fonte: Ansa

Lo stesso giorno in cui Calisto Tanzi viene condannato a 10 anni per il crac Parmalat in cui, oltre al resto, l’ex-patron emiliano è reo di aver nascosto le reali condizioni dell’azienda turbando l’andamento del mercato. Se pensiamo allo Stato come ad una azienda con 60 milioni di azionisti, capiamo subito il parallelo con le parole del Cavaliere.