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Brunetta fuori Onda

vauro200309Un animale mitologico, mezz’uomo e mezzo socialista.

Con la Gelmini (nel prossimo post!) ne hanno dette uno sfacelo in questi giorni, e una rassegna stampa può chiarire molti dubbi e comporre un bel puzzle:  “tu che sei più semplice di un mosaico con una tessera” cantava Frankie Hi-NRG.

“Gli studenti dell’Onda sono dei guerriglieri“ricorda la violenza negli stadi, dove il tifo vela il vero fine: la violenza” .

Utile rinnovare la scuola paragonando gli studenti agli ultras e una partita di calcio ad un corso di laurea.  Nessuno ovviamente che paragoni le parole di Brunetta ai fatti: tutti i giornali ricordano che sfilare non autorizzati non è più possibile e il prefetto ordina l’accerchiamento della città universitaria de “La Sapienza” di Roma. Gli studenti, che vogliono uscire per andare a manifestare al ministero, vengono bloccati. Cariche di contenimento. Lancio di scarpe, che gli studenti si erano portati per lanciarle al ministero dell’Economia come hanno fatto gli studenti francesi qualche giorno fa. Cariche della polizia, e tutto degenera. Pestaggi gratuiti, dimostrati da diversi ricoveri in ospedale: se qualcuno ha visto le immagini di Torino dell’altro giorno sa di cosa di parla.  Qualcuno lancia sassi trovati per terra, nelle aiuole. Non erano organizzati. E le fonti non sono tutte di sinistra: Repubblica, Il Giornale, Il Messaggero.

Ma soprattutto, Brunetta a che titolo parla? Dovrebbe parlare la Gelmini, in caso. Eh no, lui è genio, lui può.

Poteva vincere il Nobel, ‘zzo ridete? Non ci credete, ascoltatelo qui. Ovviamente l’articolo è introvabile ma c’è sul sito di Brunetta. Anzi c’era, è stato rimosso. Chissà come mai. Forse perchè, cito testualmente da un blogger che l’ha letto

Non è neanche un articolo di candidature, ma un articolo sui giovani (a quei tempi) economisti italiani di valore e l’unico riferimento al Nobel è verso Alesina […] l’articolo, partendo dal possibile Nobel ad Alesina, elenca gli studiosi di valore internazionale e le loro carriere accademiche svolte in luoghi diversi ed in campi diversi. Di possibili Nobel o di candidature neanche l’ombra.
Ho letto attentamente l’articolo e via via che lo scorrevo di Brunetta non c’era traccia, si parlava di Giavazzi, di Reichlin, di Ignazio Visco, ma via via che lo scorrevo non lo trovavo. Finalmente l’ho trovato nei trafiletti finali.
Questi ultimi riguardavano Domenico Siniscalco e (finalmente) Renato Brunetta.
[…] La cosa curiosa è che mentre Siniscalco in quel tempo aveva un incarico di prestigio (ENI) per essere stato assistente di Reviglio, quindi diciamo per meriti accademici (Reviglio è stato un ottimo studioso), Brunetta è andato al ministero del lavoro chiamato da De Michelis (almeno così c’è scritto).

Dalla Wiki si vede che è stato “consigliere economico, con i governi Craxi I, Craxi II, Amato e Ciampi”. Il periodo del boom del debito pubblico. Sicuramente incolpevole, ma porta sfiga.

Volete una vera storia su Brunetta: l’Espresso. Il ministro voleva querelarli, poi non l’ha fatto. Dubbio.

Ma lui è un genio. Come Tremonti. Parole sue. Il genio afferma  che

Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo.[…] Non esiste neppure la crisi dei subprime […] I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. […] il petrolio sarebbe dovuto essere finito da cinque anni. Invece ogni cinque anni le riserve raddoppiano, o comunque si rivedono al rialzo. Basterebbe un grande patto europeo per costruire 50 centrali di quarta generazione, in modo da coprire metà del fabbisogno entro il 2020, per far crollare il petrolio e il gas. […] Lui (Tremonti, ndA) è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali.

Renato Brunetta, 15 Giugno 2008

Ah, la Rete è impietosa!

Un Nobel che non riconosce la crisi neanche sotto gli occhi, che sdogana i subprime, che non si accorge di tutte le guerre per il petrolio (per quello aumenta, pirla!), che parla di centrali nucleari di IV generazione entro il 2020…

Omissis diffamatori

Ovvero, quando omettere qualcosa è più grave che dirla.

Ieri Marco Travaglio è stato condannato a 8 mesi di reclusione in primo grado per diffamazione ai danni di Cesare Previti. Dovrè pagare 100 euro di multa e 20mila euro di risarcimento a Previti. Travaglio è andato in appello.

E’ stata inoltre condannata Daniela Hamaui, all’epoca dei fatti direttore responsabile del settimanale su cui Travaglio ha scritto.

L’articolo in questione, apparso nel 2001 su “l’Espresso” e dal titolo “Patto scellerato tra mafia e Forza Italia”, lo trovate a questo link.

La diffamazione, secondo il giudice, sta nel fatto che Travaglio ha omesso una frase della testimonianza del “pentito” nel suo articolo, facendo prendere allo stesso un’altra piega.

La testimonianza recita:

In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti.

Il Previti era però convenuto per altri motivi nell’ufficio di Taormina.

Omettendo la seconda frase fa cadere Previti nei “loschi traffici”, collusi con la mafia, di Taormina. Il che, invece,  non si evince (perlomeno direttamente) dalla deposizione.

Più o meno maliziosamente Travaglio non mette la frase e fin qui sono d’accordo. Credo anche che, se l’ha fatto apposta (strano per uno così meticoloso), non sia stata una mossa furba. Soprattutto contro gente non proprio alle prime armi.

Narrati i fatti, siano opportune alcune di osservazioni (personalissime).

  1. A modesto parere, Taormina e Previti, avvocati, compagni di partito e amici “d’ufficio” difficilmente non sapevano uno dell’altro. Faccio un esempio: se Previti avesse trovato traffico e fosse arrivato giusto un po’ in ritardo, per poi essere aggiornato da Taormina su quanto detto fino a quel punto? Se io devo parlare di cose losche dico alla segretaria “non ci sono per nessuno!” e non faccio entrare altre “orecchie lunghe” nell’ufficio.
  2. «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri»
    In QUELLA occasione Previti era convenuto per altri motivi. E nelle altre, come dice chiaramente la deposizione?
  3. L’articolo era così sottotitolato: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi»
    Come al tempo avevano difeso Schifani dalle accuse di collusione con la mafia, anche qui dovrebbero essere onesti intellettualmente: sia Dell’Utri che Taormina, oltre a Previti, erano al tempo in Forza Italia, quindi non si fa l’accostamento Previti-mafia solo perchè erano nella stessa stanza un giorno! Piuttosto si fa un accostamento FI-mafia…come già il titolo preannunciava, tra l’altro.

Poichè la diffamazione è definita così nel codice penale

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione

è chiaro che c’è l’interpretazione del giudice su cosa sia o non sia diffamazione.

Secondo me l’errore c’è stato (alcuni quotidiani lo definiscono come “buccia di banana” su coi Travaglio è scivolato) ma non comporta diffamazione, in quanto non “offende l’onore” di Previti: nell’articolo non si parla precisamente di un coinvolgimento dello stesso negli affari di Taormina e l’onore Previti se l’è bruciato con gli innumerevoli processi-condanne che ha avuto, proprio negli anni in cui Travaglio scrive l’articolo incriminato.

Ultima considerazione: secondo me è assurdo che si vada in prigione per i reati d’opinione quando non ci si va per cose ben più gravi. Inoltre è ancora più assurdo che ne faccia le spese anche il direttore: non può controllare personalmente tutte le fonti dei suoi giornalisti, si deve per forza fidare!

La chicca della giornata. TG2:

Berlusconi pensa che non siamo credibili? Neanche noi…

Walter Veltroni

Battuta non propriamente riuscita.