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Testamento Diologico

vauro_eutanasia_1(La vignetta serve a sdrammatizzare, fotografando però la realtà. Ogni riferimento alla Binetti è volutamente casuale)

L’argomento in questione è alquanto controverso, ma da Italiani dobbiamo guardarci in faccia e risolverlo una volta per tutte. Anche perchè a breve avremo la risposta definitiva dal Parlamento in cui le parole “testamento biologico” (ovvero  DAT, dichiarazione anticipata di trattamento) sono totalmente soverchiate, in un ddl che “non è un accordo di partenza”.

Testamento biologico vuol dire, letteralmente, “testimonianza del discorso sulla vita”; ovvero, io parlo della mia vita.

Scrive l’ANSA:

Ci sono alcuni punti ‘irrinunciabili’ e ‘immodificabili’, come quelli che riguardano la nutrizione e l’idratazione artificiale, il diritto alla vita, il no all’eutanasia, all’accanimento terapeutico e al suicidio assistito. Sul resto si può discutere e trovare un punto d’incontro.

Quale resto?

Ci sono molte domande a cui rispondere, partendo dalla principale che, in questi giorni, sembra essere messa in discussione:

la nostra Costituzione è da rispettare?

Poichè la risposta deve essere “si” (chi ha detto no, prego si incammini verso la prima porta per l’estero), dobbiamo conoscerla. Scalfaro ieri ha detto di portarla sempre in tasca. Probabilmente per difendersi dal freddo quando va in motorino, altrimenti dopo quel che ha scritto Calabrò nel ddl (che vi consiglio di leggere trovando tutte le incongruenze) sul testamento biologico gli sarebbe venuto un coccolone e, riavutosi, l’avrebbe preso a sberle .

Art. 7 – Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

La Costituzione della Repubblica Italiana

Che cosa ci sfugge di questo principio? L’Italia è quindi uno stato Laico o no?

Laico: Dal lat. tardo lai°cu(m), che è dal gr. laikós ‘del popolo, profano’, deriv. di laós ‘popolo’. che si ispira a concezioni di autonomia rispetto all’autorità ecclesiastica.

(fonte: Garzanti)

Se lo Stato è indipendente dalla Chiesa e un Laico è indipendente dall’autorità ecclesiastica, lo Stato è Laico.

Tutta questa premessa (noiosa, lo ammetto, ma importante per il ragionamento) per arrivare a questa ulteriore domanda:

la mia vita di chi è?

Le risposte sono due, in Italia: dell’uomo e di dio. (volutamente minuscolo per ovvie ragioni: non sono così ottuso da (ri)conoscere solo il dio cristiano)

Qui arriviamo al punto:

se esistesse l’eutanasia in Italia, come ci si comporterebbe?

Conseguentemente rispetto al proprio credo, libero arbitrio. Il credente secondo il principio che la vita è di dio, e quindi non ne usufruirebbe. Il non-credente secondo il proprio credo, e quindi (e)segue la sua volontà.

Il principio fondante di una democrazia è quello del potere del popolo (démos): la legge deve fare quel che vuole il popolo, ma proprio tutto il popolo. La Costituzione tutela le minoranze e le tutte le idee che non ledono la libertà altrui.

Certo, si può disquisire su quali situazioni cliniche siano irreversibili, che si può fare solo quando una persona ha richiesto esplicitamente questo trattamento ecc… Ricordiamo che in Europa siamo tra gli ultimi, se non proprio gli ultimi, a parlare di questi temi: Belgio, Germania, Lusseburgo, Gran Bretagna, Svezia, Svizzera, Spagna, Francia sono già molto avanti su questo tema, divisi tra eutanasia attiva e passiva (quella della Englaro, per intenderci); ma la risposta del ministro della Sanità spagnolo Soria è fondamentale:

Non mi preoccupa l’idea di ritrovarmi un’altra volta i vescovi nelle piazze. L’unico mandato che ho, come ministro e come deputato socialista, è quello con i cittadini.

(fonte UAAR)

Infine, dal Vangelo di Matteo

si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”

26,39

Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

27,46

Anche il Cristo (per chi crede), davanti alla morte, ha avuto un po’ di incertezza, proprio perchè uomo. Perchè io non la posso avere? E se per lui ha deciso l’Altissimo, perchè per me deve decidere Bondi?

Una legge sulla eutanasia non obbliga il credente a morire, una non-legge sull’eutanasia obbliga il non-credente a vivere.

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Eluana

silenzioMi sono sempre astenuto dal commentare le vicende riguardanti questo caso perchè credo che la scelta sia del tutto dolorosa e personale.

Credo che la vita sia nelle nostre mani e nelle mani di nessun altro. Per questo motivo sono contrario alla pena di morte.

Credo che quando non si può decidere ognuno di noi debba avere qualcuno che possa prendere la decisione giusta al suo posto.

Per questo amiamo.

E amare vuol dire avere fiducia. Per questo motivo sono favorevole ai PACS.

Credo che certe motivazioni sociali o religiose talvolta rendano miopi. Non si tratta solo della persona, ma anche della famiglia che è coinvolta nel dolore e nel sacrificio.

Non ritengo giusto che si giochi in questo modo con i sentimenti di una famiglia che si è battuta, nel bene o nel male, per qualcosa in cui crede. Se il teodem di turno s’azzarda a dire che è un omicidio, chiediamogli se è disposto a passare una pezzuola bagnata sulla fronte di quella donna in coma irreversibile da 17 anni, a vestirla, a starle accanto.

Rinunciando egli stesso a condurre una vita, liberando dal giogo una famiglia che oramai non ce la fa più.

Per questo sto scrivendo solo ora, perchè oggi si vuole rovesciare una sentenza non per valore cristiano o per una vittoria morale ed etica, ma semplicemente per vincere arrecando un ulteriore dolore.

Trovo vergognoso il rimpiattino tra le forze politiche tutte. Quando la stessa persona afferma in 48 ore che

non voglio intervenire (link)

stiamo lavorando per intervenire (link)

Non ci sara’ alcun decreto per “salvare” Eluana Englaro. La decisione – “non semplice“, viene riferito – e’ stata presa in via definitiva dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non sarebbe riuscito a trovare una mediazione tra ragioni politiche, etiche e personali. (link 1, 2, 3, 4, 5, 6 : giusto per non dire che me lo sono inventato. Tenete a mente il grassetto…)

dal mio punto di vista personale, e dalla mia coscienza, sarebbe stata un’omissione di soccorso non intervenire per salvare Eluana (link , …notato il grassetto?)

noi consideriamo una pratica di vera e propria uccisione di un essere umano che è ancora vivo (link)

[Se il governo non potesse utilizzare i decreti legge allora] ritornerei al popolo per modificare la Costituzione ed anche il governo […] Andiamo avanti con il decreto. Se io non intervenissi con un decreto, sentirei personalmente di aver compiuto una omissione di soccorso. Non possiamo far ricadere su di noi la responsabilità della morte di Eluana (link)

rendi ancora più difficile tutto.

Non ricordo una legge per sovvertire una sentenza. Quando il Colle, criticato proprio in questi giorni per la mancanza di prese di posizione,  interviene duramente sul decreto osservando che

Io non posso nell’esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti.

Giorgio Napolitano

e ancora

Il presidente della Repubblica “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il Presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto”

ANSA

ci vuole ricordare che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi.

Mamma mia dammi cento lire…

centolireMi sono preso una vacanza mentale!

Ieri è stata una giornata storica, davvero commovente. Un bel discorso, seguito con trepidazione da molti.

Ovviamente sto parlando di Kakà, che ha deciso di restare al Milan. I soldi non sono tutto, ha detto: per il dispiacere di Silvio che, con il suo classico stile, aveva già accettato l’offerta milionaria ma poi ha ritrattato dicendo che era contento della scelta del giocatore.

Obama ha fatto un discorso tenue, direi color pastello. Molti cambiamenti ma non abbastanza, discontinuità ma non troppo, ha detto cose per il futuro in questo mondo di vecchi. Bel discorso, coraggioso in alcuni punti, anche se mi aspettavo sinceramente di più.  Non dico un “I have a dream”, ma qualcosa di forte da ricordare, da scrivere sui libri di storia magari.  Mentre il nuovo presidente USA giurava, La7 trasmetteva in diretta, Rai2 e Rai3 facevano uno speciale sull’evento, Rai1 aveva la “Vita in diretta” (il classico “contenitore”, di vuoto), su Rete4 c’era uno spaghetti western, su Canale5 il Grande Fratello e su Italia1 la pubblicità. Giuro, ho fatto zapping.

Di Pietro e la questione morale dell’IdV: campagna denigratoria dalle prime pagine de “il Giornale” (è la terza, e dico la terza, che parte su quel quotidiano contro l’ex PM) che si rivela una “bufala“, parole di Vittorio Feltri il quale decreta conclusa la vicenda e che Tonino ha chiarito tutto ed è immacolato. Peccato che l’aveva già deciso il tribunale nel marzo 2008, archiviando proprio quelle inchieste a cui faceva riferimento il giornale della famiglia Berlusconi. Il figlio indagato? “Continuate ad indagare a fondo”, ribadisce Tonino. Linea che non viene tenuta solitamente da tutti gli esponenti politici… Infine, Di Pietro senior non è indagato in effetti, quindi cosa c’entra lui se il figlio ha commesso veramente qualche reato?

Due casi molto simili, a mio parere, li abbiamo invece proprio dentro i dicasteri.

Indagato il ministro Sacconi per il caso Englaro: con la lettera che ha inviato alle cliniche minacciandole, alla fin fine, di chiusura se avessero portato a termine la sentenza del tribunale. “Non mi farò intimidire”, replica il ministro, non cogliendo il fatto che è proprio per intimidazione che è indagato lui.

Alfano, ministro (ahah) della Giustizia con una lettera invita il CSM a prendere provvedimenti nei confronti di alcuni PM. E il CSM esegue. “Poche ore dopo il Riesame di Salerno, unico tribunale abilitato a giudicare il merito del sequestro delle carte Why Not, lo conferma in toto” (fonte: VoglioScendere.it) e quindi i PM avevano ragione. La decisione del CSM è stata revocata? Certo che no!

Questi sono due casi paralleli in cui un ministro va contro le decisioni prese dal Tribunale e usa il suo potere per indurre qualcuno a comportarsi come vuole lui (lui chi? non siate ingenui!). Il vero problema è che ci dovrebbe essere la separazione dei poteri tre politica e magistratura, e qui non viene minimamente rispettato. Un incrocio pericoloso che crea dei precedenti: nessun ministro s’era mai permesso tanto.

Una domanda: perchè dire che forse Israele non è stata proprio oculata nella capagna militare a Gaza è da antisemita, comunista, antidemocratico ecc ecc ecc? Per quanto motivata sia stata l’azione militare, Israele ha fallito a Gaza: non c’è dubbio! Hamas è scappata, la popolazione ha subìto. Non c’è niente di strano nel dire che non è stata una guerra (“contrasto […] fra Stati”, Zingarelli) ma un genocidio (“tentativo di distruggere tutto o in parte un gruppo nazionale [..]”, sempre Zingarelli). Se le parole vogliono ancora dire qualcosa.

Infine: se l’operaio Gino della FIAT resta a casa, non ha i soldi per prendersi il televisore. La fabbrica di televisori chiude se nessuno compra e gli operai non hanno soldi per comperarsi il pane. Il panettiere chiude se nessuno compra il pane, e di conseguenza non potrà più comperarsi la FIAT CUBO per fare le consegne. Se non può comperarsi la FIAT CUBO, la FIAT chiude e così Gino resta ancora a casa. Se Gino, nonstante sia a casa, invece di prendere 500 euro di cassa integrazione ne prende 1000, in due mesi riesce a comperarsi la tv nuova e poi via con l’effetto domino sulle altre categorie…è così tanto complicato?

PS: ieri sera a Ballarò Bersani ha detto, più o meno: “Obama dice bene. Bisogna togliere a chi ne ha e dare a chi non ne ha. Più tasse ai ricchi, partendo dai politici in su, e intanto racimoliamo qualcosa da redistribuire”. Fitto, sottosegretario a ‘sta minchia credo, gli ha gridato “QUESTA E’ DEMAGOGIA!” una decina di volte di seguito, schiacciato dagli applausi. Demagogia, caro Fitto, vuol dire “Arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili” (fonte: Zingarelli). Vorrebbe dirci  che è “difficilmente realizzabile”? Ha paura, per caso, di perdere l’elettorato che l’ha votato? Suvvia, sia ragionevole: se fate un provvedimento in tal senso perde il 3% di gente abbiente e si guadagna il consenso del 97% che abbiente proprio non è. O ci sono altre motivazioni?

Houston, we have a problem…

Mother EarthLa politica italiana ha raggiunto la velocità di fuga.

Tutto ruota vorticosamente in questi giorni: le decisioni prese in Consiglio dei Ministri, la “questione morale”, il caso Englaro, le inchieste delle procure (Napoli su tutte), i nostri gioielli di famiglia.

La spirale gira…gira talmente veloce che ci ipnotizza. L’unico modo per svegliarsi è abbattere la porta dell’armadio in cui gli scheletri si stanno ammassando.

Ci stanno provando le procure, in un clima che sembra il remake di Tangentopoli. Il Partito Democratico rischia di trasformarsi nel vecchio PSI e da lì probabilmente rinascerà, come la fenice, con un nuovo nome: Forza Italia.

Il garantismo di Berlusconi è bipartisan: liberi tutti! Meglio un PD moribondo che una opposizione dura.

La “questione morale” non si pone nemmeno, come rivelano i sondaggi di dicembre: Lega ed IdV (che prende alla lettera il vecchio detto “meglio soli che male accompagnati”) ai massimi storici, logico sbocco per una sinistra tradita nel voto e che non ci sta, fortunatamente, a perdere.

Con la strada spianata dall’harakiri del PD, il Consiglio dei Ministri continua ad andare a pesca con la dinamite: Giustizia, Istruzione, Semplificazione, Lavoro-Salute-Politiche Sociali e Pubblica Amministrazione si contendono ogni centimetro delle pagine dei giornali in una gara di visibilità senza precedenti.

Scendendo in piazza, non sapremmo neanche per quale motivo; attaccano, per stare sul sicuro,  su tutti i fronti: la Rivoluzione non è cosa per gli Italiani e Silvio lo sa bene.

Mariastella Gelmini ha partorito la sua creatura (link 1 e 2), piena di inesattezze e contraddizioni:  la drastica riduzione degli indirizzi è solo burocratica (ogni istituto dava un nome al proprio corso, niente di più), le ore da 60 minuti tolgono un’ora di studio pomeridiano ai ragazzi (a meno che non si riduca il monte ore complessivo settimanale) e non servono a nulla, gli istituti tecnici avranno un doppio biennio (che diventa così un 2+2+1) con una conseguente doppia scelta di indirizzo (alla faccia della riduzione!), il liceo musicale non può essere “liceo” in quanto questa parola identifica un corso di studi volto a preparare lo studente all’università che in questo ramo non esiste formalmente (infatti si parla di “istituti paritari” nella legge 508 del 21 Dicembre ’99), la possibilità di stage in azienda c’è sempre stata,  degli istituti professionali non si parla più, vengono istituiti dipartimenti di ricerca per le superiori (cose dell’altro mondo!).

Una strano atto di indirizzo ad personam, firmato Maurizio Sacconi ed inviato alla regione Lombardia (guarda caso), si scontra con il diritto Costituzionale ed una sentenza della Corte d’Appello di Milano: il caso Englaro può fare da precedente ed invece di sedersi al tavolo e ragionare con le parti vengono inviatidei moderni “bravi” a dire che non s’ha da fare. La Lombardia, invasa da Comunione e Liberazione , fara come don Abbondio?

Roberto Manidiforbice Calderoli taglia. Semplifica, come una vignetta stampata su una maglietta. Sfoltire fa bene, a patto di lavorare seriamente ed evitare SalvaLeggi perchè s’è tagliato troppo. E quali leggi restano, se ne hanno tagliate 29mila? “Se non voletetutto il malloppo di fotocopie, le troverete da subito sul sito del Ministero”, rassicura i giornalisti il figlio del Padus dallo sguardo vitreo. Sito che però non esiste. Ops!

La perla è però sempre del Cavaliere (del Lavoro, ricordiamolo):

“Io non renderei note queste cose”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato gli ultimi dati diffusi dal centro studi di Confindustria sulla crisi economica, tornando ad invitare alla diffusione di “una maggiore fiducia” per evitare “il circolo vizioso delle profezie negative che si autoavverano”.

fonte: Ansa

Lo stesso giorno in cui Calisto Tanzi viene condannato a 10 anni per il crac Parmalat in cui, oltre al resto, l’ex-patron emiliano è reo di aver nascosto le reali condizioni dell’azienda turbando l’andamento del mercato. Se pensiamo allo Stato come ad una azienda con 60 milioni di azionisti, capiamo subito il parallelo con le parole del Cavaliere.