Archivio per luglio 2008

Tira & Molla

Stanno giocando con l’Italia. Oramai ho perso il conto delle volte che hanno presentato una legge, un emendamento, una manovra, una norma e poi l’hanno ritirata.
Ultima ma non ultima è questa nuova legge “anti-precari”, quella che mette mano agli assegni sociali e sulla stabilizzazione dei precari, proposta ieri e ritirata oggi per una sensata pausa di riflessione. Sacconi ritira, Brunetta smentisce, Scajola arrera, Maroni s’indigna.
E intanto il paese rallenta, rallenta, si ferma. Niente di nuovo sul fronte Occidentale.

Fini invece la butta li:

Penso al fatto che uno dei Paesi fondatori dell’Unione europea che si accinge a ratificare il Trattato di Lisbona, non abbia un riferimento all’Europa nella sua Costituzione

Geniale.
Lo dico con accalorato sentimento visto che il suo padrone, perchè Fini è una marionetta e non vi dico dove Silvio tiene la mano (o come disse la Santanchè, Fini è la valletta di Berlusconi), non rispetta neanche mezza norma europea, a partire dalla risoluzione dell’UE per mandare Rete4 sul satellite. Oppure alla legge razzista dell’aggravante per clandestinità, bocciata dal’UE in quanto appunto non rispetti ne la Costituzione ne la Carta dei Diritti del’Uomo. Poca roba. Se mettiamo riferimenti alla Cosituzione Europea quindi Silvio dovrà fare altre leggi-vergogna per aggirare pure quelle.
Non finiremmo più.

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Ri(af)fondazione Comunista

Quando si dice volersi male. In questo momento (diciamo lustro) di difficoltà, i comunisti italiani cercano la svolta. E peggiorano. Già erano allo sbando, ora con il partito nettamente spaccato a metà (142 si contro i 134 no nella elezione di Ferrero a segretario del partito) le cose si complicano ulteriormente. La sinistra quindi perde ancora punti ed è più impegnata a risolvere conflitti interni che guardare al futuro, cosa che servirebbe, e non poco, a questo nostro bistrattato Paese.

E intanto Silvio sguazza felice.

Neanche un partito di vecchia data come quello Comunista, che era tutto “lotta operaia”, ha più un destino comune. E noi, elettori poco considerati, perdiamo ancora una scelta di voto. La Destra è sparita, la Sinistra è sparita, il Centro molto ridimensionato.

E intanto Silvio sguazza felice.

Uno dei temi politici di questi giorni è la giustizia, le leggi ad personam, la sicurezza. E il primo pensiero de dimissionario segretario di Rifondazione Giordano è:

Non possiamo affidare l’opposizione a Di Pietro. Non scherziamo! Non possiamo essere subalterni alle sue posizioni giustizialiste. Non appartengono alla nostra cultura

Il vero problema della politica del Prc è il distacco dalla realtà politica del paese. Ad una classe dirigente corrotta deve rispondere una azione di “pulizia”. E chi la può fare, se non la magistratura? Capisco che i comunisti e i giudici non siano mai andati d’accordo, ma la legalità innanzitutto. Altrimenti dai un alibi a chi aggira la legge.

E intanto Silvio sguazza felice.

Schiavi di Roma (ladrona)

Nei giorni scorsi si è alzato un polverone di polemiche contro il “dito” di Bossi e le sue parole. Un ministro della Repubblica che esprime chiaramente il dissenso all’unità, alla bandiera e ora all’inno. La parte becera del contenuto di Bossi non è tanto l’idea quanto la sostanza.
I punti chiave sono due: il primo la frase “schiavi di Roma” e la seconda che i bambini italiani sono “balilla“. Brevemente analizziamo la sitazione.
Il primo errore è questione di grammatica: “dov’è la vittoria, le porga la chioma, ch’è schiava di Roma…” è la vittoria ad essere “schiava”, non l’italiano.
Lui è probabilemnte schiavo dell’alcolismo per non capire nemmeno un verso in italiano. Il secondo errore è storico: non c’è scritto che i bimbi sono balilla ma chi i bimbi “si chiaman Balilla”. Se si fosse documentato e avesse scorto al di la della tipografica B maiuscola… Balilla è il soprannome di Giovanni Battista Perasso, un ragazzino genovese che fece scoppiare l’insurrezione contro l’invasore austriaco lanciando un sasso contro i soldati. Richiama allo spirito rivoluzionario, della resistenza, dell’indipendenza. Non ha nessun riferimento al fascismo. Infatti il testo dell’Inno di Mameli è della metà del’800, mentre il fascismo viene 70 anni dopo…
Per rinfrescare la memoria:

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam proonti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi fummo per secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam proonti alla morte
L’Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam proonti alla morte
L’Italia chiamò.
Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam proonti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
siam proonti alla morte
L’Italia chiamò.

Il caso Contrada

In questi giorni si legge della scarcerazione (in favore degli arresti domiciliari) di Bruno Contrada, condannato a 10 anni per associazione mafiosa nel 2006, quando aveva 75 anni. In due parole: è stato incastrato dalle testimonianze di quattro collaboratori di giustizia, ma si è sempre proclamato innocente. Un fatto saliente è che Paolo Borsellino, qualche giorno prima di morire nella strage di via d’Amelio, lo aveva incontrato insieme al ministro dell’Interno di allora. E ne rimase sconvolto a tal punto che il fratello di Paolo, Salvatore Borsellino dichiarò :

incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente

Siccome l’incontro è veramente avvenuto, come testimonia un’agenda a casa Borsellino, Contrada perlomeno le mani in pasta le aveva, qualcosa doveva sapere. Era coordinatore del SISDE in Sicilia e Sardegna, mica capo-redattore di Topolino.

E se quindi sa qualcosa, se veramente contro di lui si è ordito un “assassinio di stato“, come lui stesso definisce il suo caso, perchè non parla? A quel punto che cos’ha da perdere, dicono che sia gravemente malato, motivo della scarcerazione. Se lui dichiara

Non ho mai chiesto, né chiedo, né chiederò mai la grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie e non una grazia

dello Stato non si fida più, quindi non deve più onorare i suoi incarichi con i segreti di stato e via discorrendo. Se è innocente deve parlare. E’ inveritiero un quadro dove lui è innocente e non sa niente e lo Stato gli fa un colpo gobbo del genere: se non è pericoloso, se non può rivelare niente di giochi più grandi di lui, perchè incastrarlo in questo modo? Quindi deve sapere qualcosa. Se, per esempio, gli hanno minacciato la famiglia nel caso in cui parlasse, capirei ma non mi spiegherei il can-can mediatico: se volesse sacrificare il suo silenzio per la famiglia non terrebbe sempre i riflettori accesi su di sè. Cercherebbe di far vivere tranquilla la famiglia, no? Così da allontanare ogni pericolo.

Non mi spiego proprio la faccenda.

Ipse dixit

Non potevo che chiamarlo così questo nuovo post.

Un antico proverbio recita pressapoco così: “Non contraddire lo stolto: lo farà lui stesso”. Quindi meglio far parlare le sue parole.

Come avete letto nel post precedente “Il dolo Alfano”, SIlvio Berlusconi è ormamai immune (Travaglio lo chiama “lo scudo spaziale”, grottescamente vero) da ogni accusa. Tra le altre cose viene spacciato come atto di democrazia e si rimpinzano la bocca con frasi del tipo  “tutti gli altri Paesi ce l’hanno”. Balle. Pubblicherò del materiale in proposito, lo sto raccogliendo…

Torniamo al tema di oggi, l’ipse dixit. Stamattina mi alzo e vedo una notizia su RaiNews24 e penso: “No, non può aver detto così…Allora ha ragione il nostro amico Carmine (leggi qui) che RaiNews24 è schierata…” . Poi apro l’ANSA. Delirio.

Sono felice perche’ finalmente i magistrati non potranno piu’ perseguitarmi e potro’ passare il sabato a lavorare alla politica invece che a parlare con i miei avvocati

SIlvio Berlusconi, 24 Luglio 2008 (leggi qui la notizia)

Come diceva il Baffo Moretti: viva la sincerità! Ma come fa la gente a credere a questo che, senza giri di parole e senza poter incappare in errore, potrei definire un pagliaccio? Fa ridere, crea delle gag comiche d’altri tempi…Come Stanlio, vi ricordate? Stallio (SIlvio) faceva il danno, rompeva una sedia, la riparava alla bene e meglio, l’unico a non accorgersene era Ollio (l’Italia) che cadeva miseramente…Il pubblico (noi), impotente, non poteva far altro che ridere…oramai il danno è fatto. Siamo in democrazia, l’hanno votato.

Cavolo, io voglio cambiare cinema!!! (…e uscire da sto mondo Medusa Multisala…chi vuole capire capisca, o vada a questso link).

Dicevo, si sente perseguitato? Poooovera stella….lasciamo parlare lui. Io la storia, la ricordo diversa….

L’Italia è il Paese che amo. […] Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare

Silvio Berlusconi, discorso sulla “discesa in campo” , 26 gennaio 1994

Da quando sono sceso in campo, la magistratura ha dedicato alla Fininvest un’attenzione e un impegno degni della maggior organizzazione mafiosa

Silvio Berlusconi, 24 Novembre 1995

Appena sono sceso in politica, hanno cominciato a fischiare i proiettili delle procure eccellenti per rovesciare il mio governo

Silvio Berlusconi, 16 Ottobre 1998

Non propio dello stesso avviso è Marcello dell’Utri, suo braccio destro in mille malefatte…

Silvio Berlusconi è entrato in politica per difendere le sue aziende

Marcello dell’Utri, 28 Dicembre 1994

[…] la situazione della Fininvest con 5 mila miliardi di debiti. Franco Tatò, che all’epoca era l’amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d’uscita: “Cavaliere, dobbiamo portare i libri in tribunale” […] I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l’inchiesta della P2, andò in carcere e perse l’azienda

Marcello dell’Utri, in una intervista pubblicata nel libro Sarano potenti? del 2003

Dello stesso avviso di dell’Utri è la procura di Brescia, nonostante sia un tribunale generalmente noto come “preferito” da SIlvio…

Risulta dall’esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle prospettazioni del denunciante, le iniziative giudiziarie […] avevano preceduto e non seguito la decisione di “scendere in campo”
Carlo Bianchetti, giudice per le udienze preliminari di Brescia, ordinanza di archiviazione della denuncia, 15 maggio 2001

Provo vergogna. E nessun telegiornale racconta quello che dicono gli altri giornali del mondo. Il “Financial Times” ha fatto un pezzo pazzesco su Berlusconi su perchè sia, in pratica, ancora un uomo a piede libero e sul perchè l’Italia va a rotoli (il link all’articolo sul mio rofilo di Facebook qui)e un atro pezzo oggi contro il lodo Alfano qui.

Sopra, all’inizio di questo post, potete vedere la copertina dell'”Economist”. “E’ tempo per l’Italia di licenziare Berlusconi”.

Che altro dire? Ipse dixit.

Rivoluzione? Forse. Quella d’ottobre. Come se dovessimo attaccare il Palazzo d’Inverno…

Si sta

come d’autunno

sotto i gazebo

il PD

libera reinterpretazione di Soldati di G. Ungaretti

PS: le frasi hanno come fonte Wikipedia, il link qui.

Il dolo Alfano

Oggi è stato approvato il lodo Alfano. I processi penali vengono sospesi per le quattro più alte cariche dello stato. Solo che non è reiterabile. Mi domando: se domani cadesse il governo, per esempio, anche se Berlusconi rivincesse le elezioni sarebbe processabile? A leggere il testo direi di si. Ma quindi, dove va a finire in questa ipotesi l’immunità del premier? Praticamente questa legge vale solo per lui, essendo vecchio, e solo per questa legislatura…Forse era appunto questo lo scopo.

Comunque oggi viene anche approvato il decreto Maroni (cavolo che fretta, tutti insieme! Che solerzia! Che stakanovismo!), decreto che introduce l’aggravante di clandestinità dei reati. Su suggerimento di amici ( grazie Tia!) pubblico in questo post una mail che ho scritto tempo fa, quando appunto si paventava l’idea del decreto Maroni.

Per la serie idee geniali

leggi la notizia qui


se un immigrato in carcere ci costa 3500 euro al mese, e ci deve stare almeno sei mesi, a casa mia sono 21.000 euro per ogni immigrato clandestino.
in italia ci sono 650.000 immigrati clandestini. (stime ministero)
nella peggiore delle ipotesi, ovvero che la polizia arresti tutti i clandestini, sono: 650.000×21.000= 13. 650. 000 . 000 euro!
13 miliardi e mezzo di euro!!!
le ultime finanziarie, come precisato qualche mail fa, si aggirano tra i 10 e i 30 miliardi di euro…
per non parlare poi di una cosa leggermente fondamentale: in italia nel 2007 le cifre parlano di 55.000 circa carcerati. ovvero 1/13 del totale dei clandestini.
come si dice nell’articolo di repubblica, forse costruiranno nuovi campi di concentramento? (Luttazzi a questo articolo ha risposto con :”hei, non dategli idee!”, ndA)

ehm, forse non hanno trovato la soluzione giusta, che ne dite???

Nonostante tutto forse 4 conti se li sono fatti, passando quindi dal reato all’aggravante. Ma anche l’aggravante comporta un aumento della popolazione carceraria soprattutto a causa dei reati “minori”…staremo a vedere le conseguenze. Da non sottovalutare comunque la gravità di una legge che, comunque la si guardi , è razziale.

PS: probabilmente nei prossimi giorni rispolvererò quindi, come dicevo sopra, dei miei vecchi scritti, ovviamente se ancora attuali… spero che piacciano anche a chi non li ha mai letti…spero! =)

Dante insegna

La Cassazione (e ci voleva la Cassazione per dirlo!) con una sentenza ha palesato il fatto che portare i jeans non esclude la violenza sessuale. Infatti, lo si evince dalla sentenza che potete scaricare qui, portare i jeans non ti rende immune dagli atti di libido né tantomeno la donna deve essere considerata consenziente.

Si parla di giro di vite su tutto, ma non si riesce a fare uno sforzo per gli abusi sessuali. E sì che abbiamo dato i natali a Dante che, per quanto riguarda la giustizia (anche se ultraterrena), aveva già le idee chiare: il contrappasso.

Far provare a questi animali il danno fisico e morale che loro hanno inferto. Un bel toro meccanico: altro che la prigione, quello sì che sarebbe un bel deterrente.

Il link alla notizia qui.

PS: esistono, purtroppo, dei casi di “deficit mentale” che portano persone ad usare violenza contro le donne. Per queste persone, ovviamente, il discorso deve essere prima rivolto ad aiutarli per prevenire i loro potenziali comportamenti. La notizia, e il commmento che ne seguiva, trattava di chi lo fa “per libido” puro e semplice. Il contrappasso da me ipoteticamente proposto è frutto di una esasperazione che vede la giustizia impotente e disarmata contro chi si macchia di questo crimine che non ha solamente evidenza penale ma distrugge una vita. Dai cinque ai dieci anni (senza contare condizionali e sconti della pena vari) non rendono l’idea del danno, secondo me.