Quando ti fumano i testicoli

david_von_michelangelo-copySe vi dicessi che la marijuana fa venire il cancro ai testicoli?

Uno studio recente del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle ha dimostrato che l’uso, anche sporadico, della cannabis aumenta le probabilità che il soggetto possa avere un tumore ai testicoli.

Rigorosi studi rilevano che c’è il 70% di pericolo in più di avere il tumore.

Addirittura il 100% se sei un assiduo “drogato”, come riportano “ItaliaSalute” ed ilSole24Ore.

Varrà anche per il fumo passivo? Gli hanno mai detto che gli spinelli si fanno pure, e in gran parte, col tabacco che è Monopolio di Stato? Mah…

Sta di fatto che mi incuriosisco e cerco l’istituto e la sua pubblicazione. Ovviamente in inglese, ma traducendo si scopre che

Study participants were also asked about other habits that may be correlated with marijuana use, including smoking and alcohol consumption. Even after statistically controlling for these lifestyle factors, as well as other risk factors, such as first-degree family history of testicular cancer and a history of undescended testes, marijuana use emerged as a significant, independent risk factor for testicular cancer.

Ai partecipanti allo studio sono state fatte domande sulle loro abitudini che possono essere correlate all’uso di marijuana, incluso se fumano e bevono [...]  l’uso di marijuana emerge come un significante ed indipendente fattore di rischio per il cancro ai testicoli.

Gli hanno chiesto. Decisamente un metodo scientifico.

Quel che più stupisce è che se ne sono accorti pure quelli di ADNKronos, ma non si sono posti la domanda!

Generalizzano e pubblicano. Grande metodo: lo usa pure Maroni con i romeni, quindi deve funzionare.

Un’altra osservazione interessante si può trovare sempre sullo stesso sito del Centro Ricerche; uno studio del 2004 confermava che la marijuana non aveva effetti significativi sul cancro ai polmoni (mi par di capire): che tu fumi sigarette o spinelli poco cambia, l’incidenza del cancro è la stessa.

Risalta il fatto, quindi, che siano attaccati i testicoli più dei polmoni: si vede proprio che i maschi preferiscono i meccanismi della loro zona pelvica a quelli della respirazione, evidentemente.

Può essere seria una ricerca condotta in questo modo o serve solo a riempire le loro tasche ed i titoli dei giornali che, boccaloni, non riescono a vedere al di là del loro naso?

PS: belìn (come direbbe Grillo, per stare in tema) ragazzi, fatevi un controllino come suggerisce l’AIRC. Tranquilli, non si diventa ciechi. In ogni caso io mi trovo bene, con la tastiera in braille.

26 Risposte a “Quando ti fumano i testicoli”


  1. 1 romaguido 11 Febbraio, 2009 alle 11:23 am

    Si, Alberto, l’indagine epidemiologica effettuata segue un valido criterio scientifico, sebbene la cosa richieda ulteriori approfondimenti (“malgrado le evidenze ottenute, gli scienziati sono però cauti e dicono che occorrerà fare ulteriori ricerche su campioni di popolazione più grandi, per confermare l’associazione tra marijuana e nonseminoma”).
    La maggior parte delle nostre acquisizioni in campo medico, infatti, è dovuta ad indagini statistiche di questo tipo, che, in genere, per poter essere convalidate, vengono collegate ad opportuni studi sulla eziologia (studio sulle cause) dei fenomeni patologici.
    In questo caso, sembra che la relazione tra uso di marijuana e nonseminoma possa essere dovuta alla affinità chimica, e quindi alla competizione, tra il tetraidrocannabinolo (THC), il principale ingrediente psicoattivo della cannabis” e una sostanza che, prodotta dal sistema riproduttivo maschile, funge normalmente da protezione nei confronti del cancro in questione. Questa stessa constatazione escluderebbe l’ipotesi che il semplice fumo di tabacco possa essere la causa prima (ma non una eventuale concausa) dell’insorgenza di questa patologia.

  2. 2 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 12:49 pm

    a me pare che la ricerca scientifica debba funzionare in altro modo: valuti dei questionari-> vedi che ci può essere connessioni->fai i test->pubblichi.

    Qui han fatto i questionari, poi han valutato la possibilità di connessioni, han pubblicato e poi faranno i test.

    SOprattutto non puoi pubblicare notizie di cui non sei sicuro dpo aver ottenuto nel 2004 risultati contrari sull’incidenza della cannabis sul cancro…

    Qui vorrei l’intervento di chi si occupa di ricerca scientifica…

  3. 3 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 1:15 pm

    “In biologia e medicina molte leggi sono di tipo probabilistico e non possono essere espresse con una formula matematica. Quindi, per riconoscere la scientificità di un discorso medico, si ricorre ad un controllo empirico basato sulla ripetibilità, statisticamente significativa, delle osservazioni da parte di altri ricercatori.”

    dalla Wiki

    Statisticaente significativa…sono 300 pazienti! Poi il controllo empirico qui manca, cioè i test per vedere se magari non hanno “contratto” il tumore per altri motivi…A me pare superficiale (oppure, come succede in alcuni casi, si lancia il sasso per avere più fondi…)

  4. 4 romaguido 11 Febbraio, 2009 alle 1:39 pm

    Vedi, Alberto, la parola cancro raggruppa una serie di patologie diverse, seppure simili in alcuni meccanismi d’azione.
    Il fatto che l’uso di maijuana non sia strettamente correlato all’insorgenza del cancro al polmone non implica che la stessa non possa provocare il cancro ai testicoli.
    Inoltre, il fumo di tabacco influisce sulle neoplasie (tumori) del polmone in misura proporzionale alla quantità di sigarette fumate, alla maggiore o minore presenza in queste ultime di alcune sostanze cancerogene, al tipo di filtro, alla modalità di aspirazione, all’intervallo che intercorre tra il fumo di una sigaretta e la successiva.
    Ora, in genere, chi consuma esclusivamente spinelli a base di cannabis non fuma quantità di tabacco, nè adotta (ma in questo caso si tratta di ua mia supposizione) modalità di aspirazione tali da poter essere assimilato ai fumatori più accaniti.
    In base a queste considerazioni, io credo che l’operato dei ricercatori possa essere ritenuto scientificamente valido a tutti gli effetti.
    Infine, il fatto che i risultati delle indagini sin qui effettuate siano stati resi noti prima ancora di passare all’esame di un più vasto numero di soggetti, mi sembra un doveroso grido d’allarme, visti i chiari indizi a favore della tesi sostenuta.

  5. 5 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 1:54 pm

    Era appunto quella la mia opposizione: i gridi d’allarme bisogna farli se non si è sicuri? Gli indizi ci sono, ma la matematica è dalla mia parte. Nel più classico dei corsi di logica matematica, infatti, esiste questo esempio riportato pure nella Wiki

    http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_d%27induzione#Errori_e_fraintendimenti

    in cui l’induzione:
    un cavallo è nero, due cavalli sono neri, tre cavali sono neri->tutti i cavalli sono neri
    è sbagliata…

    Quindi piuttosto che l’induzione e nel campo scientifico prefereirei la deduzione (i sillogismi aristotelici, diciamo). Ma probabilemnte è il mio modo di vedere la scienze più da informatico, e quindi matematico, che da biologo o medico.

  6. 6 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 1:58 pm

    PS: sono d’accrodo che il cancro ai testicoli è scorrelato da quello ai polmoni (o almeno così sembra) ma la mia idea era differente. Pensavo piuttosto al fatto che per quello ai polmoni, nello stesso centro ricerche!, s’erano fatti prima gli studi e poi la pubblicazione (da notare il fatto che loro erano partiti con una tesi, che il cancro ai polmoni fosse correlato all’uso di cannabis, come in questo caso ma poi, dopo gli studi, si erano ricreduti).

  7. 7 Taty 11 Febbraio, 2009 alle 2:20 pm

    Mah..io ho controllato e ho visto che è stato publicato su questo argomento, quindi niente da dire..anche se come dicono loro

    “Additional studies of TGCTs will be needed to test this hypothesis, including molecular analyses of cannabinoid receptors and endocannabinoid signaling, which may provide clues regarding the biologic mechanisms of TGCTs.”

    cmq vorrei anche dire che il fumare è sicuramente diverso dall’utilizzare i cannabinoidi a scopo curativo.

  8. 8 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 3:08 pm

    quindi per te sono solo ipotesi? Indi per cui la pubblicazione riguarda le ipotesi? Se così fosse, allora il problema è la notizia battuta dalle agenzie e riportata dai giornali…

  9. 9 Taty 11 Febbraio, 2009 alle 3:52 pm

    ma no, non sono ipotesi, se hanno publicato dei dati hanno ottenuto ma ovviamente non puoi mai essere super sicuro, sopratutto in questo lavoro..infatti loro stessi dicono che ci sarebbero da fare altre ricerche..l’articolo non ho potuto scaricarlo, è troppo recente penso per averlo gratis ma sicuramente avranno fatto le cose che si dovevano fare..

  10. 10 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 3:58 pm

    http://www.paginemediche.it/it/news/news/news/detail_103842_gli-integratori-di-vitamine-non-offrirebbero-alcuna-protezione-da-cancro-e-infarto.aspx?c2=399

    anche questo studio è condotto dallo stesso centro. Eppure qui i numeri sono molto maggiori (160mila contro i 300), vengono usati i condizionali (“sembra che…”)…

    un conto è dire che le vitamenti non hanno effetto sula lotta alla prevenzione, un altro è dire sulla base di uno studio agli inizi che fumando cannabis hai il 70% in più di avere il tumore ai testicoli!

  11. 11 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 3:59 pm

    il loro sito parla di un questionario e non di test sui pazienti…è quello che mi puzza di quello studio!

  12. 12 Taty 11 Febbraio, 2009 alle 4:06 pm

    eh per questo mi piacerebbe leggere l’articolo ma finchè non si può..

  13. 13 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 4:07 pm

    (PS: comuqnue io ora pubblicherò su Nature un articolo dal titolo “Ho scoperto la cura all’AIDS, forse.”) :D

  14. 14 romaguido 11 Febbraio, 2009 alle 6:20 pm

    Divertentissimo il tuo #comment-341, Alberto, tuttavia, per poter procedere alla disamina dell’argomento bisogna chiarire i termini che tu indichi come “test” e “questionario”.
    In genere, nelle indagini epidemiologiche, si prendono in considerazione le cartelle cliniche di pazienti sicuramente affetti dalla patologia in studio e, di conseguenza, le loro anamnesi (ossia i dati relativi alla storia clinica ed allo stile di vita), rilevate in base a dei questionari predisposti all’uopo.
    Naturalmente, perchè determinate abitudini possano essere messe in relazione con la patologia, è necessario che il campione venga confrontato con un numero statisticamente valido di pazienti sani, ai quali venga somministrato lo stesso questionario utilizzato per i soggetti affetti dalla patologia.
    In pratica, per usare gli schemi a te tanto cari, potremmo dire che il procedimento è il seguente:
    soggetti sicuramente ammalati → questionario → soggetti sani* → questionario → confronto statistico dei dati.
    Mi sembra che nello studio in questione questi passaggi siano stati effettuati.
    Concordo con te sul fatto che il numero dei soggetti esaminati non sia ancora statisticamente valido, ma questo è, del resto, quanto hanno evidenziato gli stessi ricercatori.
    *Nello studo si parla addirittura di soggetti “quasi sicuramente sani”, il che mi sembra una precisazione eticamente corretta.

  15. 15 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 7:21 pm

    si il discorso mi fila e immagino che prima di dire “studiamo l’eritema del kazakistan” si informino prima sui pazienti affetti da esso… solo che mi pare strano che riviste come Cancer pubblichino studi parziali che, riportati e non ulteriormente approfonditi, vengono riportati dalle stampe di tutto il mondo (CNN, laStampa,…) come la scoperta di una correlazione… ma non è vero! infatti parlano di “probabilità”, di “statistica” ma queste scienze partono da una base VERA per essere generalizzate, non da una base supposta!

    in più le fonti di informazione creano quel can can necessario affinchè una scoperta, non acora svelata (come diceva taty non è possibile ancora trovarne il testo, ho cercato pure io) possa essere fraintesa.

    E i dubbi mi restano, e potranno essere dipanati solo quando questa benedetta ricerca avrà i contorni ben più definiti di quelli descritti da loro (e non da me!).

    per test intendo quelli effettuati in laboratorio, questionario è “lei fuma?” ovviamente…

  16. 16 Alberto Vesentini 11 Febbraio, 2009 alle 7:25 pm

    e poi mi chiedo ancora se questa “pubblicazione” non abbia altri fini visto che, non essendo provata rigorosamente, non può portare a conclusioni diverse che il mero studio. Cioè, se io dico che forse la tal malattia è determinata dalla tal causa, finchè non ne sono sicuro non posso utilizzare farmaci adatti…o sbaglio?

  17. 17 romaguido 12 Febbraio, 2009 alle 12:08 am

    Allora, vediamo di procedere con ordine:
    1) la stampa divulga a volte delle tremende bufale; basti pensare alla notizia di qualche anno fa secondo cui il succo di limone sarebbe un potente anticoncezionale (dirò che la cosa ha anche un certo fondamento scientifico, ma, detta così, è davvero da pesce d’aprile!);
    2) in tutti i lavori scientifici si parla sempre di probabilità; migliorando (o peggiorando, a seconda dei casi) le condizioni, la probabilità aumenta, ma si considera che non raggiunga mai il 100%;
    3) lo studio di cui parli costituisce, in un certo senso, la verifica di quanto già precedentemente stabilito, ossia: visto che nei testicoli esistono i recettori per il tetraidrocannabinolo (THC) contenuto nella cannabis, può il fumo di derivati della cannabis indurre il cancro in quel distretto dell’organismo? Lo studio sembra suggerire una risposta affermativa.
    4) Il tuo dubbio sulla tempestività con cui la notizia è stata divulgata potrebbe essere fondato; può darsi, per esempio, come tu stesso affermavi, che ci sia l’esigenza di incoraggiare uno stanziamento di fondi per proseguire la ricerca o che siano le stesse case farmaceutiche a fare pressione per poter inserire sul mercato, magari sotto forma di protocollo sperimentale, alcuni loro prodotti;
    5) indipendentemente dalle considerazioni di cui al punto 4), la ricerca appena presentata e quella che ci si auspica venga effettuata al più presto avranno una notevole importanza ai fini della prevenzione; infatti, se la tesi dei ricercatori verrà confermata, potremo finalmente dire, parafrasando George Clooney: “No cannabis? No nonseminoma!” (considerando che, tuttavia, anche in questo caso, non avremo mai la certezza al 100%).

  18. 18 Alberto Vesentini 12 Febbraio, 2009 alle 12:28 am

    soprattutto in merito all’ultimo punto, si scatenerebbero tutti quegli ipocriti ed ignoranti che diranno che l’hanno sempre detto ecc.
    Basterebbe guardare le statistiche, vere stavolta :) , dell’AIRC:

    http://www.airc.it/tumori/tumore-ai-testicoli.asp
    http://www.airc.it/tumori/tumore-al-polmone.asp

    Fattori di Rischio per il tumore ai testicoli:
    “Tra questi il principale è il criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto di uno dei testicoli che resta nell’addome o nell’inguine.
    Questa condizione aumenta le probabilità di trasformazione maligna delle cellule fino a 40 volte rispetto alla popolazione generale, con un rischio variabile a seconda della sede del criptorchidismo: elevata se il testicolo è nell’addome e più bassa se è nell’inguine.
    Le probabilità si riducono ulteriormente se l’anomalia viene corretta chirurgicamente prima dei sei anni di età.

    Un altro importante fattore di rischio è la sindrome di Klinefelter, un difetto dei cromosomi.

    Infine, gli uomini che hanno avuto un tumore al testicolo hanno dal 2 al 5 per cento di probabilità di sviluppare lo stesso tumore nell’altro testicolo nei 25 anni succesivi alla diagnosi.”

    Mentre il fumo è la causa principe del tumore ai polmoni…

    Ne verrebbe fuori una campagna che contro il fumo e contro l’alcool non è mai stata fatta.

    Che dire allora? Ci sono voluti un bel po’ di interventi e pare che neanche voi del ramo potete difendere “a spada tratta” la ricerca in questione…

  19. 19 romaguido 12 Febbraio, 2009 alle 1:11 am

    Io credo di averla difesa abbastanza, invece; ma non posso mettere la mano sul fuoco sulle intenzioni più o meno oneste dei divulgatori. Devo dire, però, a mo’ d’esempio, che parecchi anni fa partecipai ad un convegno indetto per comunicare che la carne bovina, grazie ai nuovi metodi d’allevamento, era diventata meno grassa, quindi più salutare. Ricordo che, in quella occasione, essendo da poco iniziata la ricerca, i campioni esaminati erano davvero pochi e che il convegno era stato organizzato dai produttori di carne. Allora guardai con molto sospetto, tanto l’iniziativa che la notizia divulgata, ma devo dire che, invece, il miglioramento qualitativo delle carni bovine fu ampiamente confermato dagli accertamenti successivi e che il processo permane tuttora, grazie alla continua razionalizzazione delle filiere produttive. Per questo, penso che il diavolo non sia sempre così nero come lo si dipinge.

    Quanto alla eziologia del tuomore di cui stiamo parlando, fai bene a rilevare che l’AIRC non cita il consumo di marijuana come fattore di rischio; a differenza della stampa più o meno scientifica, i ricercatori hanno il dovere di prendere per buone solo le ricerche effettuate su larga scala e confermate più volte.
    Non me la sento tuttavia di escludere che, almeno a livello sperimentale, in alcuni centri l’assunto possa essere comunque preso per buono e usato in protocolli non ufficiali.
    Aspettiamo comunque fiduciosi la prosecuzione di questo studio e speriamo che la notizia venga confermata.

    P.S. Quanto ai danni da fumo di tabacco e alcool, la cosa è ormai di dominio pubblico; le campagne vengono portate avanti da anni nelle scuole e alcune, su larga scala, sono tuttora in atto (v. quella antifumo con Renato Pozzetto).
    Il problema, purtroppo, è che non basta l’informazione ma, ancora una volta, bisognerebbe trovare il metodo più efficace per fare formazione. Io avrei un’idea in merito; qualcuno è disposto a farmela sperimentare?

  20. 20 Alberto Vesentini 12 Febbraio, 2009 alle 1:15 am

    no pian, contro il fumo e l’alcol si sono state fatte campagne, ma prova a metterle fuorilegge… Quello che intendevo è che farebbero tabula rasa, confusione tra droghe leggere e pesanti, campagne di demonizzazione…

  21. 21 romaguido 12 Febbraio, 2009 alle 1:32 am

    In effetti, il proibizionismo sarebbe ancora meno efficace della semplice informazione; del resto nei Paesi nei quali è stato applicato è stato deleterio. Auguriamoci che da noi prevalga il buonsenso.

  22. 22 Alberto Vesentini 12 Febbraio, 2009 alle 1:34 am

    in Olanda è diminuito tipo del 60%…

  23. 23 romaguido 12 Febbraio, 2009 alle 2:14 am

    Che cosa? Il consumo di alcool? Io mi riferivo all’America dei tempi andati.

  24. 25 Gino 31 Agosto, 2009 alle 1:28 pm

    ciao,
    mai fumato una canna in vita mia, mai visto una foglia di Maria, mai fatto nulla di strano, mai un sigaretta o abuso di alcool.
    Tanto sport,poco sesso (di buona qualità) e a 40anni mi hanno diagnosticato un tumore al testicolo!
    E allora….conosco gente che si è fumata ettari di maria e che oggi hanno 50 anni, stanno benissimo e forse arriveranno a 98anni in pace e serenità. Tutto nel è soggettivo

  25. 26 romaguido 7 Settembre, 2009 alle 12:51 pm

    In effetti, Gino, le variabili sono tante e tali che ci è impossibile controllarle tutte; e non dimentichiamo che viviamo in un ambiente che gente senza scrupoli inquina senza porsi il problema delle conseguenze che ne potrebbero derivare.
    Il lato positivo è che, per fortuna, oggi i medici, sempre più spesso, possono contare su terapie risolutive anche in quei casi che una volta erano ritenuti senza speranza.
    In bocca al lupo per la tua salute!


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