E’ stato presentato ieri nella Commissione Bicamerale per l’Infanzia un nuovo software che dovrebbe aiutare i genitori a difendere i propri figli dalle insidie della Rete.
I rischi più comuni per i ragazzi, sostiene la portavoce Gabriella Carlucci (nota sociologa), provengono dall’ Istant Messaging (le chat in sostanza) e dalle social network, dove il 73% di loro usa i veri dati anagrafici.
Per questi motivi s’è pensato ad un software, scaricabile dal sito della casa produttrice dal 1 dicembre alla modica cifra di 20 euro.
Non entrerei in merito alla finalità educative del progetto, che sono sicuramente nobili (anche se, come abbiamo più volte letto, la politica si schiera quasi sempre contro questo oscuro signore che è la Rete), ma alla qualità dei risultati.
Il software in questione si chiama “Virtual Parent” (Genitore Virtuale) ed è prodotto da Land s.r.l. (sito):
è una soluzione software che consente ai genitori di controllare l’attività dei minori su Microsoft Windows Live Messenger (Instant Messaging, IM, messaggistica istantanea) nel modo più veloce e semplice possibile, raccogliendo tutte le informazioni (contenuti, informazioni di controllo, etc.) relative alle sessioni, in modo da mantenerne i dati, offrire risultati in modalità estremamente fruibile ed usabile dai genitori, con funzionalità aggiuntive di navigazione e ricerca.
dal sito del produttore
Ora, la carenza del software (da qui il titolo del post) è evidentissima: e se il ragazzo non usa Messenger?
Quel che è peggio sta nelle parole della Mussolini (nell’articolo si sono “dimenticati” dell’articolo femminile, facendomi un po’ sussultare…):
sono una possibilità anche per i genitori non ‘cibernetici’ di comprendere cosa accade.
Ripeto, finalità ottima, scarso il metodo per raggiungerla: come se un genitore volesse difendere il proprio figlio dai pericoli della “droga” e non sapesse la differenza tra eroina, marijuana e coriandolo.
Credo che una persona su 3 leggendo “coriandolo” sia caduto nel tranello: già in ottica di un elenco di sostanze stupefacenti, non si sarà accorto che è seplicemente il nome di una spezia (o “droga”, appunto)! Com’è facile ingannare il pubblico:
la chat è una insidia per tuo figlio, difendilo con solo 20 euro….la chat è una insidia per tuo figlio, difendilo con solo 20 euro….la chat è una insidia per tuo figlio, difendilo con solo 20 euro….la chat è una insidia per tuo figlio, difendilo con solo 20 euro………….
Nelle FAQ del sito in questione, tra l’altro, alla domanda “Virtual Parent è un filtro?” rispondono così:
Assolutamente no. I filtri intendono censurare la libera espressione del minore, mentre VP si limita a monitorare ciò che fa e lascia al genitore la possibilità, definendo alcune parole chiave, di interessarsi solo alle conversazioni che le contengono, ignorando quelle ritenute innocue. VP mira a diventare parte della missione genitoriale, non a sostituirla nè a reprimere la libertà dei bambini.
Ora potete ridere.
Ora ritornate seri. E’ assurda una affermazione simile, in quanto questo quindi risulta un filtro “a valle” e non “a monte” (ovvero: quando il genitore interviene ormai il danno può essere fatto).
Prima assurdità: se veramente un pedofilo tenta la conversazione con un ragazzo e gli scrive sconcerie il software non interviene mentre è il genitore che deve ricercare, inserendo la parola chiave a mano, le sconcerie! Ve lo immaginate un cinquantenne che scrive, magari con l’occhiale da lettura un po’ abbassato sul naso, “rapporto omosessuale orale”? E questa è una “keyword” da dizionario, immaginatene di un po’ più volgare, una da conversazione…
Seconda assurdità: se il presunto pedofilo ha una conversazione col ragazzo senza scrivere parole strane, come fa il genitore, tramite il motore di ricerca interno del software, a trovare una conversazione volutamente a toni bassi ma “maliziosa”?
Un altro caso sconcertante riguarda la Commissione Bicamerale stessa: un parlamento che vuole essere “in linea” coi giovani, cercando di capire le problematiche e la Rete, sempre sulla notizia e sulla novità, può avere un sito istituzionale come questo? Oltre alla pessima navigabilità (della grafica non ne parliamo), non è presente nessuna notizia sull’attività svolta, le news sono ferme al 6 novembre e gli allegati non sono ancora presenti…
Mi sono inoltre imbattuto in siti “replica”, per poi scoprire che erano le commissioni infanzia delle legislature precedenti: fortuna sono a conoscenza del fatto che che questa è la XVI Legislatura, se fossi stato un deputato andavo nel panico! (mi riferisco a Tato Greco, un mito: link)
Genitore: meno virtuale e più reale, meno “remoto” e più presente.
PS: Caparezza è più “rock”, come direbbe il Molleggiato, della Commissione: “A 13 anni hai già un rapporto di sesso in una chat parental control con uno che ti offende molto e nemmeno vuoi che si metta il Norton!” precorre i tempi!





La solita idiozia ideata da persone che non hanno (o meglio, non vogliono avere) niente di meglio da fare.
L’n-esimo spreco di soldi e tempo.
e la Carlucci quando s’è incazzata con le Iene ha detto che è super impegnata: è commissione Infanzia e corre a votare alla Camera… “lavoro dalla mattina alla sera” “lavoro come una schiava” e “corro come una pazza”… che si risparmino il sudore piuttosto che fare ste figure…
Io non ci capisco nulla di sistemi informatici, di rete, di messenger e altro. Nella mia ignoranza in materia penso che se fanno fatica a difendere l’incolumità dei ragazzini su internet gli esperti informatici della polizia che seguono tutte le possibilità di interferenze dei pedofili, un genitore sicuramente sarà ancora di più in difficoltà. Ovviamente i ragazzi sono più scafati in queste cose e un genitore potrebbe essere ingannato benissimo! La signora Carlucci è meglio che continui a fare “ondaverde” e non si dia tanta pena a capire i trucchetti di chat…………. lasci il problema e la soluzione (se ci sarà mai!) ad un esperto.
per copletezza, è stato sviluppato da un insieme di istituti, tra cui il dipartimento di informatica di Tor Vergata a Roma e il CNR… resta il fatto è che tutte ste “teste coronate” non siano riusciti a fare un prodotto(spendendo chissà quanto tempo e denaro) che sia sputtanabile in 15 righe su un blog “leggero” come questo…..
ho mandato una mail alla LAND srl per avere una risposta ai dubbi qui presentati. Speriamo rispondano!! anche se ne dubito fortemente, i soldi oramai li hanno presi…
speri in risposte? ahah scusa ma rido
dimenticavo… spero di esser contraddetta
certo che ci spero!!! insomma, gli sto pure dando consigli per come migliorarlo senza chiedere una lira!!!!
Io credo invece che sia una grande invenzione, per un genitore come me che ha una figlia di 10 anni e che vuole usare il computer! e non credo proprio che sia una idiozia ideata da persone che non hanno nulla da fare, ma forse ogni tanto troviamo qualcuno che pensa di fare qualcosa di utile! oltretutto…essendo stata in passato anche io ricercatrice non credo proprio che il contributo monetario arrivi cosi dal giorno alla notte…quindi ragazzi prima di parlare …PENSATE!!!!
PEr prima cosa da moderatore invito a non dare giudizi su persone che non si conoscono (“pensate”, scritto poi in maiuscolo che nel linguaggio delle Rete viene interpretato come una parola urlata, e non mi pare il caso, non lo puoi dire a ersone che hanno scritto decine di righe su un argomento).
Seconda cosa, non è una invenzione. Invenzione significa qualcosa di nuovo, questo è un software che già esiste. Modificato, tutto quel che si vuole, ma non apporta nulla di innovativo.
Terzo, la mia frase “Non entrerei in merito alla finalità educative del progetto, che sono sicuramente nobili[...] ma alla qualità dei risultati” la dice lunga sul fatto che tu Sofia non hai “pensato” mentre scrivevi “e non credo proprio che sia una idiozia ideata da persone che non hanno nulla da fare, ma forse ogni tanto troviamo qualcuno che pensa di fare qualcosa di utile!”.
Punto quarto, proprio per il motivo che il contributo monetario non arriva dal giorno alla notte la cosa “puzza”: se degli studenti di 25 anni trovano con un colpo d’occhio una decina di difetti ad un software forse non è proprio il caso di distribuirlo.
Ultimo punto, non si parla di “ricerca”: il software è stato sviluppato da professori e loro sottoposti che, anche nel caso fossero ricercatori, non stavano facendo assolutamente ricerca dal momento che questo sw non ha a minima caratteristica di una “invenzione”…
Per un programma del genere che dovrebbe aiutare i genitori a difendere i propri figli da pericoli provenienti dal web, 20 euro mi sembrano una cifra esagerata, tanto piu’ quando (gratuitamente) si puo’ utilizzare Windows Live One Care.
Capisco i costi per lo sviluppo di un software, ma 20 euro non li spenderei, piuttosto passerei piu’ tempo al fianco dei miei figli, spiegandogli cosa possono o non possono fare e come dovrebbero comportarsi navigando su internet.
@Jedi Knight:
E’ il segreto perchè i giovani imparino a cavarsela in ogni situazione, non solo con internet. Non posso che essere d’accordo con te.
come funziona virual parent?? rispondete è importante
Funziona così
Io credo che le persone vadano rispettate qualunque sia la loro età o il legame di parentela che ci unisce a loro.
La motivazione “figli piccoli” non mi pare sufficentemente valida per spiarli.
Se sono così piccoli da essere realmente in pericolo la soluzione migliore mi pare essere quella di rimandare l’uso di Internet a tempi futuri… quando una spiegazione ed un confronto ragionato poteranno sicuramente a risultati (e a persone) migliori.