Il caso Contrada

In questi giorni si legge della scarcerazione (in favore degli arresti domiciliari) di Bruno Contrada, condannato a 10 anni per associazione mafiosa nel 2006, quando aveva 75 anni. In due parole: è stato incastrato dalle testimonianze di quattro collaboratori di giustizia, ma si è sempre proclamato innocente. Un fatto saliente è che Paolo Borsellino, qualche giorno prima di morire nella strage di via d’Amelio, lo aveva incontrato insieme al ministro dell’Interno di allora. E ne rimase sconvolto a tal punto che il fratello di Paolo, Salvatore Borsellino dichiarò :

incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente

Siccome l’incontro è veramente avvenuto, come testimonia un’agenda a casa Borsellino, Contrada perlomeno le mani in pasta le aveva, qualcosa doveva sapere. Era coordinatore del SISDE in Sicilia e Sardegna, mica capo-redattore di Topolino.

E se quindi sa qualcosa, se veramente contro di lui si è ordito un “assassinio di stato“, come lui stesso definisce il suo caso, perchè non parla? A quel punto che cos’ha da perdere, dicono che sia gravemente malato, motivo della scarcerazione. Se lui dichiara

Non ho mai chiesto, né chiedo, né chiederò mai la grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie e non una grazia

dello Stato non si fida più, quindi non deve più onorare i suoi incarichi con i segreti di stato e via discorrendo. Se è innocente deve parlare. E’ inveritiero un quadro dove lui è innocente e non sa niente e lo Stato gli fa un colpo gobbo del genere: se non è pericoloso, se non può rivelare niente di giochi più grandi di lui, perchè incastrarlo in questo modo? Quindi deve sapere qualcosa. Se, per esempio, gli hanno minacciato la famiglia nel caso in cui parlasse, capirei ma non mi spiegherei il can-can mediatico: se volesse sacrificare il suo silenzio per la famiglia non terrebbe sempre i riflettori accesi su di sè. Cercherebbe di far vivere tranquilla la famiglia, no? Così da allontanare ogni pericolo.

Non mi spiego proprio la faccenda.

2 Risposte a “Il caso Contrada”


  1. 1 iulycfh 25 Luglio, 2008 alle 7:28 pm

    Ma cactus!!! Dato che è stato il capoccia del SISDE ne saprà un bel po di cosucce…

    Da dire c’è sicuramente che, a conti fatti, questo cristiano ne ha viste di cotte e di crude, ma non capisco una cosa…

    Perchè si lamenta dei domiciliari? (leggete qui ). In fin dei conti non era quello che voleva? Lo hanno accontentato… cosa vuole di più? Succo d’arancia a colazione portato a letto da una coniglietta di Playboy?

    Ricordo a tutti che Contrada è stato arrestato e condannato per associazione mafiosa non perchè stampava figurine Panini false…

  2. 2 Alberto Vesentini 25 Luglio, 2008 alle 7:42 pm

    anche se chi stampa le figurine panini false è proprio uno stronzo…ho trovato un pacchetto con dentro 15 Coco una volta…


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