Non potevo che chiamarlo così questo nuovo post.
Un antico proverbio recita pressapoco così: “Non contraddire lo stolto: lo farà lui stesso”. Quindi meglio far parlare le sue parole.
Come avete letto nel post precedente “Il dolo Alfano”, SIlvio Berlusconi è ormamai immune (Travaglio lo chiama “lo scudo spaziale”, grottescamente vero) da ogni accusa. Tra le altre cose viene spacciato come atto di democrazia e si rimpinzano la bocca con frasi del tipo “tutti gli altri Paesi ce l’hanno”. Balle. Pubblicherò del materiale in proposito, lo sto raccogliendo…
Torniamo al tema di oggi, l’ipse dixit. Stamattina mi alzo e vedo una notizia su RaiNews24 e penso: “No, non può aver detto così…Allora ha ragione il nostro amico Carmine (leggi qui) che RaiNews24 è schierata…” . Poi apro l’ANSA. Delirio.
Sono felice perche’ finalmente i magistrati non potranno piu’ perseguitarmi e potro’ passare il sabato a lavorare alla politica invece che a parlare con i miei avvocati
SIlvio Berlusconi, 24 Luglio 2008 (leggi qui la notizia)
Come diceva il Baffo Moretti: viva la sincerità! Ma come fa la gente a credere a questo che, senza giri di parole e senza poter incappare in errore, potrei definire un pagliaccio? Fa ridere, crea delle gag comiche d’altri tempi…Come Stanlio, vi ricordate? Stallio (SIlvio) faceva il danno, rompeva una sedia, la riparava alla bene e meglio, l’unico a non accorgersene era Ollio (l’Italia) che cadeva miseramente…Il pubblico (noi), impotente, non poteva far altro che ridere…oramai il danno è fatto. Siamo in democrazia, l’hanno votato.
Cavolo, io voglio cambiare cinema!!! (…e uscire da sto mondo Medusa Multisala…chi vuole capire capisca, o vada a questso link).
Dicevo, si sente perseguitato? Poooovera stella….lasciamo parlare lui. Io la storia, la ricordo diversa….
L’Italia è il Paese che amo. […] Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare
Silvio Berlusconi, discorso sulla “discesa in campo” , 26 gennaio 1994
Da quando sono sceso in campo, la magistratura ha dedicato alla Fininvest un’attenzione e un impegno degni della maggior organizzazione mafiosa
Silvio Berlusconi, 24 Novembre 1995
Appena sono sceso in politica, hanno cominciato a fischiare i proiettili delle procure eccellenti per rovesciare il mio governo
Silvio Berlusconi, 16 Ottobre 1998
Non propio dello stesso avviso è Marcello dell’Utri, suo braccio destro in mille malefatte…
Silvio Berlusconi è entrato in politica per difendere le sue aziende
Marcello dell’Utri, 28 Dicembre 1994
[...] la situazione della Fininvest con 5 mila miliardi di debiti. Franco Tatò, che all’epoca era l’amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d’uscita: “Cavaliere, dobbiamo portare i libri in tribunale” [...] I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l’inchiesta della P2, andò in carcere e perse l’azienda
Marcello dell’Utri, in una intervista pubblicata nel libro Sarano potenti? del 2003
Dello stesso avviso di dell’Utri è la procura di Brescia, nonostante sia un tribunale generalmente noto come “preferito” da SIlvio…
Risulta dall’esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle prospettazioni del denunciante, le iniziative giudiziarie [...] avevano preceduto e non seguito la decisione di “scendere in campo”
Carlo Bianchetti, giudice per le udienze preliminari di Brescia, ordinanza di archiviazione della denuncia, 15 maggio 2001
Provo vergogna. E nessun telegiornale racconta quello che dicono gli altri giornali del mondo. Il “Financial Times” ha fatto un pezzo pazzesco su Berlusconi su perchè sia, in pratica, ancora un uomo a piede libero e sul perchè l’Italia va a rotoli (il link all’articolo sul mio rofilo di Facebook qui)e un atro pezzo oggi contro il lodo Alfano qui.
Sopra, all’inizio di questo post, potete vedere la copertina dell’”Economist”. “E’ tempo per l’Italia di licenziare Berlusconi”.
Che altro dire? Ipse dixit.
Rivoluzione? Forse. Quella d’ottobre. Come se dovessimo attaccare il Palazzo d’Inverno…
Si sta
come d’autunno
sotto i gazebo
il PD
libera reinterpretazione di Soldati di G. Ungaretti
PS: le frasi hanno come fonte Wikipedia, il link qui.





Per essere veramente obbiettivi bisogna dire che se a Silvio lo processano tante volte quante io mi fumo un sigaretta questo non lavora per niente. ma se lo processano un cactus di motivo ci sarà!
in oltre se qualcuno ha scritto questa pagina… Bhe… C’è poco da aggiungere!
ma il punto fondamentale qual è? lo “perseguitano” per due motivi:
-ne fa tante
-la scampola (svia)
sempre in qualche modo, e a piede libero ne fa ancora.
almeno gli rendono la vita difficile, anche se ora arrivare anche solo vicini è un percorso ad ostacoli. Se al tempo fossero riusciti a metterlo dentro…Continua a dire che è sempre stato assolto. Cavolo, è inattaccabile per il semplice fatto che è vero. O meglio, ha la fedina pulita. Depenalizzazioni, decorsi i tempi, prescrizione, il fatto non costituisce più reato…tutti i modi per vedere la cosa…
se anche lo prendessero è troppo vecchio! Al massimo avrebbe i domiciliari. E che domiciliari…
per concludere: LUI NON DEVE LAVORARE!
non per niente il titolo dell’economist era “è ora che l’Italia licenzi berlusconi”.
a tal proposito:
Ninna Nanna Di Mazzarò
Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, non temere l’uomo nero, non temere l’uomo lupo, non temere l’uomo cupo, temi solo l’uomo astuto. Lui fa da tutor prende tutto ciò che può, non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’ di chi fa come Mazzarò. Sto parlando di Mazzarò, dico Mazzarò, memorizzalo, se lo ammazzerò già lo so che lo rivedrò come Lazzaro, se ti si avvicina lo spezzerò come pane azimo, anzi no, come pan di zenzero, Mazzarò, come Verga io ti romanzerò. Vuoi la roba? La mia roba, no! Sono come una velina, non te la do. Nemmeno se fai goal su goal, nemmeno se fai rock & roll, nè se diventi status symbol, nè se ti metti in baby doll, i miei sentimenti non te li do… (ronf)
Aaah! Svegliati! Pargoletto svegliati! Giù dal letto sennò viene quel maledetto di Mazzarò che quando ero piccolo mi rubò il cavallo a dondolo ed i robot, la Mach 5 go go go, i lecca lecca con i bon bon, il vasino con la pupù, persino il cuculo del cu-cù cu-(swish), Supergulp alla Tv, Grisù, Scooby-Doo, la signora Minù, mi lasciò solo Winnie the Pooh, che se lo ficchi su per il…
Di chi è questo ciondolo? Di Mazzarò. Di chi è il cavallo a dondolo? Di Mazzarò. Di chi è il gioco da tavolo? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Poi di botto fui giovanotto mentre lui in più diventò corrotto. Con più moneta di un terno al lotto comperò le ditte e l’indotto, fu padrone di ogni prodotto, fu modello di ogni picciotto, \”Voglio roba\” questo il suo motto, vuole roba? Che venga sotto, ’sto galeotto stolto, gli do un cazzotto sul volto, restituisca il maltolto, sì, lingotto su lingotto… (pant pant…) Dov’ero rimasto? Ah, sì… Mazzarò comperò tutto ciò che potè, quando poi volle me, dissi \”No\”, lui disse \”Uè\”. Io chiusi gli occhi per un po’ e con orecchie da Dumbo, ascoltai quel manigoldo che volò via con un Jumbo, spalancando le orbite m’accorsi che coi suoi denari Mazzarò mutò i miei pari in quei dementi dei paninari, fighettini filoamericani con capi firmati, chini come cani con i capi più affermati, svegliati bimbo, via dal limbo degli assonnati che sei tra i suoi trofei più desiderati. Di chi è la banca, eh? Di Mazzarò. E la casa editrice di chi è? Di Mazzarò. Di chi è l’azienda tessile? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Eh già, di Mazzarò.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
La mia donna, bella donna, pure in unisex, a letto siamo un Mulinex, la metto a cuccia come Rex, col mio Vix-Synex vado spedito tipo Fed-Ex e vivo momenti piccanti emulanti il Tex-Mex. Ma in un multiplex vide Mazzarò con due transex, lui le disse \”Ti porto ad Hollywood come il Frankie di Relax, beviti un paio di Beck’s e facciamo del sado-sex\”, e da quel giorno fu la mia ex, dura lex. Bù! Spaventati, non farti comprare da Mazzarò, non cedere al suo Rococò, nè ai contratti Co.co.co., gurugurugù qua qua no no, questo pupo non te lo do, gli sto insegnando il metodo che a te farà da antidoto. Mazzarò ha comprato tutto non gli manca niente, è proprietario di ogni ente anche inesistente, è un avido chirurgo che vuole il cuore della gente. Tu resta sveglio perchè lui fotte il dormiente! Di chi sono le pensioni? Di Mazzarò. Le comunicazioni? Di Mazzarò. Di chi sono i cromosomi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò. Di chi? Di Mazzarò.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.
Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò.
Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.